Per conquistare il cuore della sua nuova compagna si descriveva come un appartenente ad un corpo speciale dell’esercito, pronto a lasciare la sua importante carriera militare per amore, congedandosi per lei. Raccontava di avere partecipato ad azioni che agli occhi della ragazza lo dipingevano come eroe mentre in realtà non lo era. Nel gennaio scorso, dopo un mese di frequentazione, l’uomo, un 34 enne nato e residente a Vignola, chiede alla sua nuova compagna, residente a Zocca, di iniziare una convivenza. Di fronte ai dubbi di lei, decide di giocarsi l’ultima carta, quella che lo porterà nei guai. La notte del 9 gennaio, l’uomo esce dalla casa di lei per fumare una sigaretta ma poco dopo chiede aiuto chiamando Carabinieri e 118. Afferma di essere stato aggredito da qualcuno che lo ha colpito violentemente alla schiena facendogli perdere l’uso delle gambe. Qualcuno che contestualmente avrebbe scritto sull’auto della ragazza parcheggiata fuori ‘Io ti uccido’. Non era vero nulla. L’uomo si era inventato l’aggressione forse per impietosire la compagna, ma più probabilmente per farla sentire minacciata, per spingerla ad accettare la convivenza e la sua protezione. Questa la conclusione alla quale i Carabinieri sono arrivati sia a seguito dei referti dei sanitari che escludevano danni fisici sia a seguito della ricostruzione delle varie bugie che su di se l’uomo aveva raccontato alla compagna ma anche, pare, alla sua cerchia di conoscenze. Un azzardo per amore che gli è costato due denunce, una per procurato allarme e la seconda, non meno grave, di simulazione di reato
Simulazione di reato e procurato allarme, vignolese nei guai per amore
Aveva simulato una aggressione per convincere la sua compagna a vivere insieme. Piano fallito quando i Carabinieri lo hanno smascherato
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