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Sonja Borus, ragazza di Villa Emma, torna a Nonantola

Sonja Borus, ragazza di Villa Emma, torna a Nonantola

Nell'occasione la Fondazione Villa Emma ha presentato l'edizione italiana del 'Diario di Sonja. Fuga e aliyha di un'adolescente'


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Oggi Sonja Borus, ragazza di Villa Emma, è tornata a Nonantola da Israele per incontrare la comunità che 75 anni fa l’ha accolta e salvata. L’iniziativa, organizzata in occasione del 75° anniversario della fuga in Svizzera del gruppo di giovani ebrei rifugiati a Villa Emma a seguito dell’invasione dell’Italia da parte della Germania nel settembre del 1943, vede la collaborazione della Fondazione Villa Emma – Ragazzi ebrei salvati, del Comune di Nonantola e dall’Abbazia di Nonantola.

Nell’occasione la Fondazione Villa Emma ha presentato l’edizione italiana del “Diario di Sonja. Fuga e aliyha di un’adolescente”, documento fondamentale per comprendere la vicenda dei ragazzi di Villa Emma e la storia di una persecuzione durata più di 5 anni che ha costretto il gruppo, arrivato a Nonantola nel 1942, ad una fuga attraverso l’Europa.

Il profilo

Sonja Borus, nata e cresciuta a Berlino, apparteneva al gruppo di 73 ragazze e ragazzi ebrei che, nel corso della loro fuga dalle persecuzioni naziste durata più di quattro anni, trovarono rifugio presso Villa Emma a Nonantola, nella campagna modenese, dove arrivarono nell’estate del 1942. Qui furono accolti dalla popolazione locale e poi, a seguito dell’invasione tedesca dell’Italia, soccorsi fino alla salvezza. Il diario, punteggiato dalle impressioni di Sonja, narra il dolore per la separazione e la perdita della famiglia, e segue le tappe di un lungo viaggio, attraverso Slovenia, Italia e Svizzera, fino all’approdo in Palestina.

 

 

 

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