'Protagonisti sono stati gli ex sindaci Bellelli e Prandini di Concordia, quest’ultimo oggi con incarico nell’ufficio di Baruffi in Regione. Carpi, da Aimag, ha ottenuto benefici a non finire, visti i numerosi investimenti fatti sulla sua rete idrica che era in condizioni disastrose: giovedì 24 luglio 2025 l’ha consegnata a Hera. Si poteva evitare? Sì, se Mirandola, cioè Budri e Golinelli, avessero mantenuto gli impegni elettorali e non si fossero alleati con il partito democratico di Carpi, Modena e Bologna. Nei prossimi giorni vedremo in cosa consiste il patto e perché bisognava respingerlo - aggiunge Siena -. Noi l’avevamo detto: l’uscita dall’Unione dei Comuni dell’Area Nord, di Mirandola, anziché agire verso le fusioni di comuni, avrebbe indebolito la Bassa modenese dando forza a Carpi per realizzare il piano. Oggi con il dominio di Hera, milioni di euro della parte pubblica del nostro territorio finiscono congelati in un’azienda regionale nella quale Carpi avrà un potere d’interlocuzione e Mirandola avrà un posto nel nuovo Cda'.
'Sindaci della Bassa inesistenti e tacitati, con un po’ di dividendi annuali, per andare a fine legislatura, presi dal capitale di Aimag, impoverendo l’Azienda anche a scapito dei cittadini. Una conclusione imbarazzante - aggiunge Siena -. Per non farci mancare nulla ecco il Pd di Carpi: la segretaria Depietri ci parla di Aimag autonoma, con la governance saldamente dei Comuni e dice pure che Hera non è una società privata e qui siamo allo sberleffo. Mentre il PD ha vissuto, a Mirandola e nella Bassa, una lacerazione difficile da risanare.


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