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Tutela dell'Ambiente, Bettini, Spica e Sola fondano associazione

Tutela dell'Ambiente, Bettini, Spica e Sola fondano associazione

'Partiamo dal nodo idraulico: iniziare a pensare ad un sistema più sinergico per i nostri fiumi o torrenti, come la costruzione di briglie in montagna'


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Maria Cristina Bettini, promotrice del comitato Salviamo l'ospedale di Pavullo, Francesco Sola ex consigliere comunale di San Cesario sul Panaro e Antonio Spica ex consigliere comunale di Bastiglia si uniscono per creare un 'Associazione che dal Frigrano  alla bassa Modenese guarda alla  tutela dell'Ambiente e dei Servizi Essenziali'.

'La creazione di una Rete di sinergie è il nostro primo obiettivo e per questo iniziamo a sollevare alcuni dei problemi che ci stanno più  a cuore, partiamo dal far notare come nelle ultime piene si sono depositati molti detriti nell'alveo fluviale, in particolare plastica e legno pericolose per il deflusso delle acque e per gli elementi inquinanti che arriverànno in mare se non raccolti e smaltiti prima - affermano i tre -. Per questo bisogna iniziare a pensare ad un sistema più sinergico per i nostri fiumi o torrenti, come la costruzione di briglie in montagna, salvaguardando la fauna ittica ovviamente ed un maggior controllo sulle chiuse o sulla diga presente a Sant'Anna di San Cesario sul Panaro, rimuovendo i detriti il prima possibile nel periodo estivo'.

L'ex consigliere di Bastiglia Antonio Spica ha incentrato la sua attività sulle calamità della bassa modenese, terremoto del 2012 e alluvione del 2014, depositando alcuni esposti alla Procura della Repubblica - il secondo sull’alluvione depositato a maggio di quest’anno e ancora pendenti - a seguito anche di numerosi accessi atti presso la Commissione Grandi Rischi.
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'I numerosi interventi per garantire la sicurezza sul nodo idraulico effettuati dopo il 2014, dimostrano l’incuria perpetrata sino a quella data (si tenga conto di quanto emerse dal verbale della CGR del 5 giugno 2012); non solo vanno a rilento, ma manca ancora l’intervento maggiore e più volte invocato: la pulizia dell’alveo dei fiumi - affrema Spica -. È noto come le piogge da sempre, e oggi sempre più frequenti e torrentizie, trasportano dalla montagna a valle numerose quantità di detriti, che fermandosi in pianura ostacolano il veloce deflusso delle acque specie durante le piene - evidenti le due allerte rosse a maggio di quest’anno - che provocano così una maggior pressione sugli argini, oltre a generare stati d’ansia per le popolazioni dei comuni rivieraschi. Vero è che non spetta ai sindaci mettere in sicurezza, ma garantire sicurezza. Intervengano quindi con fermezza in regione pressando AIPO - l’ente preposto alla programmazione operativa degli interventi, alla progettazione e attuazione degli stessi, nonché alla polizia idraulica'.
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