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Scuola Modena, fin dalla culla si consolida la stratificazione sociale

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Quello della 'secessione dei ricchi', purtroppo, è già una situazione di fatto e ciò è di grave pregiudizio per le politiche di inclusione e di coesione sociale


Scuola Modena, fin dalla culla si consolida la stratificazione sociale

Da pochi mesi, Grazia Baracchi è la nuova assessora alla scuola dopo la vittoria al primo turno della coalizione guidata dal sindaco Giancarlo Muzzarrelli. Grazia Baracchi, che ho conosciuto durante il mio lungo impegno lavorativo nella scuola modenese, è persona seria e preparata, faccio quindi appello a lei affinchè ponga rimedio ad una delle principali, ma forse proprio la principale, stortura del sistema scolastico modenese: la stratificazione sociale.
Cerco di spiegarmi meglio.
Incominciamo dunque riportando una definizione di stratificazione sociale: “La stratificazione sociale è la condizione degli strati sociali, composti da individui o gruppi, collocati vicini o sovrapposti in una scala di superiorità o inferiorità relativa a seconda della ricchezza, del potere, del prestigio ovvero di ciò che la società in cui vivono ritiene rilevante ai fini della distinzione ...

COME E’ COSTRUITO IL SISTEMA DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA, A MODENA

Vediamo ora come è costruito il sistema della scuole dell’infanzia modenese, quello che viene pomposamente definito come sistema scolastico “pubblico allargato o integrato”; un sistema, occorre dirlo, che riesce a garantire a tutti i nati, un posto, ma che ha, come grave effetto collaterale, una inaccettabile distorsione: quella della stratificazione sociale; vediamo come, elencando innanzitutto le diverse tipologie di scuole presenti nel territorio:

scuole pubbliche: 
- innanzitutto le scuole comunali (12), nate per lodevole iniziativa delle municipalità, soprattutto di sinistra e nel nord Italia, all’inizio degli anni ’60, anche per favorire il lavoro femminile. 
- le scuole statali (12), nate alla fine degli anni ’60, per impulso del partito Socialista e con la forte avversità di quello democristiano che le vedeva competitive con le scuole materne allora gestite da enti religiosi e che avevano il monopolio dell’educazione dai 3 ai 6 anni.

scuole private: 
- le scuole private “religiose” (21) convenzionate appartenenti alla FISM
-  le scuole convenzionate “altre” (7) gestite solitamente da cooperative
-  le scuole della Fondazione Cresciamo (10) costituita alcuni anni fa per opera dell’assessore Querzè 
-  le scuole private private

Già un sistema siffatto richiede almeno un genitore laureato per districarsi e poi, chiamarlo “sistema pubblico allargato o integrato” è una burla; questo è un “sistema privato allargato o integrato”. Infatti le scuole pubbliche sono una ventina contro la  quarantina di private!

LE RETTE

Quanto costa, a Modena, mandare un figlio alla scuola dell’infanzia? Discorso complesso che richiederebbe un altro laureato in famiglia per districarsene, ma ci proviamo.

  • Le scuole comunali e quelle della Fondazione Cresciamo hanno le seguenti rette:

€ 55,00 mensili

€ 91,00 mensili

€ 145,00 mensili

€ 165,00 mensili

a seconda della fascia di reddito di appartenenza; chi non mangia a scuola però deve detrarre !5 euro, dividere per due ed aggiungere nuovamente 15 euro. Chiaro? Mah….

  • Le scuole statali hanno le seguenti rette:

€ 55,00 mensili

€86,00 mensili

€ 140,00 mensili

a seconda della fascia di reddito di appartenenza; chi  non mangia a scuola non paga nulla, salvo un contributo di 10 euro per attività integrative.

  • Le scuole convenzionate “religiose” aderenti alla FISM hanno tariffe base che oscillano tra i 200 ed i 300 euro al mese, più tassa di iscrizione ed “una tantum” differenziate; se la famiglia del frequentante ha un ISE inferiore a 4.700 euro, può godere di un contributo comunale fino ad un massimo di 135 euro.
  • Le scuole convenzionale “altre” hanno tariffe (sembra) simili alle comunali e fasce di reddito uguali alle statali. Nella lettera del Comune, si invitano gli interessati a chiedere direttamente alle scuole; sul sito del Comune e nella lettera alla famiglie non si trovano gli importi che sono differenziati per ciascuna scuola.
  • Le scuole private private hanno tariffe che si aggirano sui 600 euro al mese (con qualche sconto, in qualche caso, per alcuni posti convenzionati)

In sintesi, si va da un costo annuale di:

- 0 euro (100 con il contributo per le attività integrative) per chi frequenta la statale senza pasto

- di 1.650 massimi per le scuole comunali e di Cresciamo

- di 2.000/3.000 per le scuole convenzionate FISM

- di circa 7.000 e oltre per la frequenza piena nelle scuole vip

Ricostruire il sistema delle rette nelle scuole dell’infanzia modenesi (escluso le statali, comunali e Cresciamo) è compito arduo in cui la trasparenza è di là dal venire e che solo l’imminente compimento dei 3 anni della figlia di una persona vicina, mi ha permesso di intraprendere. Domandina semplice semplice: le famiglie più povere dove iscriveranno i loro figli? Ed il ceto medio? E la crème modenese?
Un piccolo aiutino? Basta recarsi, una mattina qualsiasi, davanti ad una scuola per ciascuna delle tipologie descritte e guardare alcuni semplici indicatori: le automobili parcheggiate, l’abbigliamento dei genitori, la quantità di stranieri e di portatori di handicap.
E magari, nelle scuole “per i ricchi”, troverete anche facce note, di quelli che a parole sono per l’ integrazione…….
Insomma, scuole per i poveri, scuole per il ceto medio basso, per quello alto e scuole per i ricchi, questo è il modello del “pubblico” allargato a Modena; esattamente la negazione di quello che dovrebbe essere la scuola: il luogo di tutti, dove poveri e ricchi, cattolici, atei ed appartenenti ad altre religioni, sostenitori della sinistra, del centro e della destra, hanno un posto comune di vita e di confronto.

Gentile assessore, è così che, a Modena, si affronta il problema della stratificazione sociale, della mobilità sociale e delle diseguaglianze? Sia chiaro, nulla da eccepire sul fatto che vi sia un’offerta differenziata in cui interviene anche la libera iniziativa del privato, ma molto da ridire sul fatto che si deleghi molto, troppo al privato.

Soluzioni? Ci sono: puntare decisamente sull’allargamento del sistema pubblico o definire una retta uguale, in relazione all’ISE, indipendentemente dalla scuola prescelta, evitando, in tal modo, la distribuzione per censo della famiglia di appartenenza. Come vede, i suoi predecessori (soprattutto gli ultimi due) le hanno lasciato molto da fare.

Ma ecco cosa sta scritto nel programma elettorale per Muzzarelli sindaco:

“La lotta alla disuguaglianza, la promozione delle opportunità per tutti e l’educazione ai diritti e ai doveri iniziano dalla scuola, innanzitutto dalla scuola d’infanzia e dalla scuola dell’obbligo…… La qualità della scuola pubblica e della rete di istituti convenzionati è la risposta al pericolo della “secessione dei ricchi” da un lato, con scuole esclusive ed elitarie, e della guerra fra poveri dall’altro, con istituti dilaniati dalla riproduzione delle fratture sociali e scarsamente formativi”.
Quello della “secessione dei ricchi”, purtroppo, è già una situazione di fatto e ciò è di grave pregiudizio per le politiche di inclusione e di coesione sociale.

Nell’attesa che quanto scritto nel programma elettorale venga realizzato, Le auguro buon lavoro.

Franco Fondriest

 

 

 

 



Franco Fondriest
Franco Fondriest

Sono di origine trentine, ma ho trascorso la maggior parte della mia vita a Modena. Mi sono laureato in pedagogia ed ho svolto la mia attività lavorativa prevalentemente nella mia ..   Continua >>


 

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