Infinite, ma non ultimo, chiediamo a Seta di riprender il tavolo di armonizzazione contrattuale sospeso dalla stessa nelle scorse settimane'.
Straordinari obbligatori, turni massacranti, addirittura servizi igienici assenti. E' questo il contesto in cui si incardina lo sciopero di oggi.
Il caso di Seta, l'azienda di trasporto pubblico del bacino modenese, reggiano e piacentino, infiamma da settimane la politica cittadina. Da una parte l'azienda guidata da Vanni Bulgarelli (nella bufera anche per il caso dei 'furbetti del cartellino' Ibc) che rivendica la propria scelta sulla organizzazione del lavoro, dall'altra i sindacati (sostenuti da tutte le opposizioni e anche da una fetta della maggioranza) che descrivono una situazione insostenibile e procedono con scioperi e mobilitazioni.Molteplici le osservazioni mosse dagli autisti: dalla mancata integrazione del turnover alla inadeguatezza dei mezzi circolanti, dalla gestione del godimento delle ferie ad appannaggio dei lavoratori più anziani alla richiesta, come detto, di servizi igienici nelle sedi dei capolinea. Ma sono soprattutto gli straordinari obbligatori, con sanzioni a chi non si adegua a non essere accettati dai dipendenti.
Una situazione che non può che ricadere sugli utenti e su chi concretamente viaggia sui bus. Utenti peraltro già penalizzati dalla stangata dello scorso anno con un aumento del 25% del prezzo del biglietto del bus, passato da un giorno all'altro da 1.20 a 1.50 euro.
'La qualità del servizio è tutt'altro che migliorata e i disservizi permangono - hanno denunciato i bersaniani in Consiglio comunale -.
Eppure il muro contro muro continua. Pochi giorni fa Seta stessa ha dichiarato che 'l’atteggiamento dei sindacalisti modenesi appare strumentale, se si considera che la vertenza non riguarda la difesa dell’occupazione, il timore per la chiusura degli stabilimenti, la delocalizzazione della produzione, l’attivazione di ammortizzatori sociali. Seta non sta licenziando, non sta chiedendo ammortizzatori sociali, non è né in crisi né nel caos, ma sta puntualmente attuando gli obiettivi del Piano Industriale e degli indirizzi decisi dai soci'.
Un Piano industriale che però fa a pugni con i piani di chi, in quella che fu la gloriosa Atcm, lavora.



