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Amo, il caso in Regione. Pulitanò (Fdi): 'Da Giunta De Pascale risposta inaccettabile, così pagano i modenesi'

Amo, il caso in Regione. Pulitanò (Fdi): 'Da Giunta De Pascale risposta inaccettabile, così pagano i modenesi'

'È un sistema di commistioni che puzza dalla testa e lascia scioccati il lassismo e la mancanza di prese di posizione da parte di tutte le Istituzioni'


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“Avevamo annunciato che avremmo portato lo scandalo dell’ammanco di 500 mila euro di soldi pubblici in Regione e lo abbiamo fatto per conoscere il parere della Giunta in merito alla vicenda ed in particolare quali siano le necessarie azioni giudiziali civili, penali, contabili, amministrative da intraprendere a tutela della Regione Emilia Romagna e del patrimonio pubblico. Ancora una volta una Istituzione a guida Pd non ha preso una chiara e netta presa di posizione in merito ad una vergognosa vicenda che quotidianamente continua a farcirsi di indiscrezioni sempre più gravi. Avremmo voluto sentire soprattutto una chiara risposta sulle azioni da coltivare volte a preservare i soldi pubblici nei confronti di chi aveva un ruolo apicale di responsabilità amministrativa, di operatività nonché di controllo e vigilanza contabile. Niente di tutto ciò anzi, la Giunta de Pascale ha annunciato che valuterà la possibilità di trattenere nella misura del danno subito i prossimi trasferimenti regionali: praticamente a causa dei drammatici errori e delle pesanti omissioni da parte di aveva il compito di dirigere una Azienda Pubblica, a farne le spese alla fine saranno i modenesi, il nostro trasporto pubblico locale e in particolare chi ogni giorno lo utilizza per andare a scuola o recarsi a lavorare'.
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A parlare è il consigliere regionale Fdi Ferdinando Pulitanò.

'La vicenda aMo pone interrogativi rilevanti sull’efficienza dei meccanismi di controllo e vigilanza amministrativo-contabile interni all’ente e sono assolutamente evidenti le criticità sistemiche che richiedono riflessioni anche sul ruolo degli enti soci e sulla capacità degli stessi di esercitare un’efficace funzione di indirizzo e supervisione: pesa come un macigno la responsabilità politica del Pd, di chi ha messo quelle persone nei ruoli di comando, di chi aveva un ruolo amministrativo o di controllo e chi doveva garantirne il funzionamento. È un sistema di commistioni che puzza dalla testa e lascia scioccati il lassismo e la mancanza di prese di posizione da parte di tutte le Istituzioni e purtroppo sono i modenesi che rischiano di pagare. Questa presa di posizione, è inaccettabile per diverse ragioni: è inaccettabile perché non verrà chiesto conto a nessuno degli amministratori ma sotto questo profilo, comprendiamo la difficoltà che ha la Giunta regionale a guida partito democratico che sicuramente non può rendere conto al segretario del pd provinciale di Modena, ad un suo assessore a Carpi né, figurarsi, al revisore dei conti del proprio partito.
È inaccettabile perché a pagare sarà il trasporto pubblico modenese, a questo punto ancora più esposto all’acquisizione da parte della bolognese Tper, acquisizione che relegherà il nostro territorio ad un ruolo da comprimario, ultimo tassello di un mosaico costruito dal Partito Democratico di Modena, che in questi anni ha svenduto tutti i principali asset della nostra provincia sull’altare degli equilibri del Pd regionale' - chiude Pulitanò.
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