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Amo, il revisore Rosati sulle sue dimissioni: 'Così Bosi potrà ripartire senza vincoli'

Amo, il revisore Rosati sulle sue dimissioni: 'Così Bosi potrà ripartire senza vincoli'

'Resto in Aimag con più serenità'. 'Gli ammanchi sono stati imputati nelle entrate bilancio 2024 e si dovranno recuperare da chi li ha generati'


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Come anticipato ieri da La Pressa, il revisore unico di Amo è pronto a lasciare l'incarico. Oggi abbiamo cercato di capire qualche elemento in più, dal punto di vista contabile, rispetto all'ammanco da oltre 500mila euro.
Dottor Rosati, a fronte di decine di bonifici e un uso diciamo smodato del bancomat, anche solo da un controllo a campione sugli estratti conto qualche anomalia sarebbe dovuta risultare. Perché secondo lei in 5 anni nessuno ha posto nessun dubbio?
'Mi limito ovviamente a rispondere per il periodo dal quale sono revisore, da maggio 2023. Dai controlli a campione non sono emerse anomalie, lo riconfermo. Evidentemente il meccanismo messo in atto era molto “ingegnoso” con artifizi contabili che riuscivano a coprire i reali movimenti'.
I bonifici, effettuati con causali generiche ma comunque riferibili a costi, non avevano però alla fine una fattura sottostante. Senza entrare nei tecnicismi - ma se vuole farlo ne siamo ben lieti - come poteva poi quadrare la contabilità? E non ci deve essere un controllo incrociato fra i movimenti bancari e le fatture?
'Senza entrare troppo nei tecnicismi, ma per intenderci, tra le azioni poste in essere ci sono state anche false fatture prodotte per generare una corrispondenza artificiosa con i bonifici.
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Le indagini confermeranno che non era possibile un controllo che individuasse questo tipo di azioni'.
Tutti questi costi sono poi entrati nelle dichiarazioni Iva e dei redditi, facendo scemare Iva e tasse da versare?
'E’ corretto, i relativi costi degli anni precedenti sono stati imputati nelle entrate del bilancio 2024 che si dovranno recuperare da chi ha generato gli ammanchi'.
Lei è a conoscenza di avvisi bonari o di accertamenti dell'Agenzia delle entrate che sarebbero già stati notificati da mesi a Amo?
'No'.
Oltre al mero controllo contabile, non viene chiesto ai revisori di fare una verifica, anche a campione, sulla congruità delle spese con l'oggetto sociale e gli obiettivi dell'azienda?
'Certo. Innanzitutto stiamo parlando di circa 500.000 euro su 240.000.000 di costi negli anni in cui era presente l’impiegata. Per il meccanismo che ho descritto anche le spese di cui stiamo parlando venivano falsamente proposte come spese coerenti con l’oggetto sociale e gli obiettivi dell’agenzia'.
Fare un passo indietro oggi le rende onore, perché alleggerisce la tensione, anche politica, su Amo - che resta comunque il bene pubblico da preservare - e soprattutto perché in Italia non si dimette mai nessuno, neanche quelli veramente colpevoli. Ma dimettendosi in questo momento e per primo, non potrebbe danneggiare la sua immagine?
Farla diventare il capro espiatorio? Dando nel mentre un po' di respiro a Reggianini e - diciamolo - allo stesso Pd?

'Ho spiegato che il mio prossimo passo indietro è soprattutto un atto di responsabilità nei confronti del nuovo amministratore di aMo per permettergli di ripartire senza nessun vincolo del passato e a me di continuare a operare professionalmente con più serenità'.
Lei comunque ha tanti incarichi pubblici, tre per tutti quelli nella galassia Aimag, dove presiede il collegio sindacale. Intende fare un passo indietro anche lì? ‎
'No, credo anzi di stare dando un contributo rilevante a quell’importante gruppo e alle altre società con le quali collaboro'.
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