'Sto valutando di rinunciare all'incarico in Amo una volta conclusa la semestrale: lo giudico un atto di serietà e responsabilità'. Il revisore unico di Amo, Vito Rosati, come anticipato ieri da La Pressa, cede alle pressioni giunte da più parti dopo lo scandalo Amo e l'ammanco da quasi 500mila euro nell'Agenzia e si dice pronto a dimettersi.
Rosati si arrende dunque, ma prova ad andarsene salvando il salvabile. Revisore Unico di Amo dal 2023, con molteplici incarichi nella galassia Pd e Aimag, Rosati dichiara che il suo lavoro si è svolto in base ai 'principi internazionali Isa Italia e nel rispetto della normativa vigente e che i controlli vengono effettuati con verifiche analitiche e tramite campionamenti, che hanno sempre trovato corrispondenza con le circolarizzazioni di clienti, fornitori e istituti bancari'. Ed inizia anche lo scaricabarile, Rosati sottolinea infatti che 'i pagamenti con bonifici erano autorizzati dal direttore' Daniele Berselli ed egli come direttore aveva un ruolo 'unicamente di verifica a valle, così come prevedono le norme e le prassi in materia'.
Dopo l'addio di Rosati - che a quanto pare ha provato a rimanere in sella fino all'ultimo - si fa se possibile più complicata la posizione del segretario provinciale Pd Stefano Reggianini. Nel Pd - a parte la triade Vaccari, Guerra, Rando - nessuno è pronto a esporsi per difendere pubblicamente il segretario e una resa dei conti in assemblea è alle porte. Reggianini che dovrebbe costruire la sua squadra in segreteria potrebbe essere sfiduciato dalla stessa assemblea e lasciare l'incarico a giorni, nonostante il fermo tentativo di non cedere dichiarato pubblicamente.
Amo, Rosati si arrende e conferma dimissioni. Scaricabarile sul direttore Berselli, Reggianini traballa
Rosati ha provato a rimanere in sella fino all'ultimo, ma alla fine ha dovuto cedere. L'attacco a Berselli: 'I pagamenti con bonifici erano autorizzati dal direttore, il mio compito solo di verifica a valle'
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