'Leggiamo con piacere la notizia che l’ Arcidiocesi di Modena intende ripensare l’utilizzo delle sue proprietà immobiliari, destinando contenitori vuoti o male utilizzati ad una nuova vita, iniziando dall’ex Cinema Cavour. Purtroppo l’iniziativa di monsignor Castellucci da sola non basta a sciogliere i nodi di una situazione grottesca, fatta di case e capannoni vuoti, mentre studenti e lavoratori faticano a trovare casa. Ci auguriamo che l’intera città parta da questa riflessione per ripensare tutti gli immobili abbandonati, la cui sommatoria non solo costituisce un patrimonio edilizio spesso abbandonato al degrado, ma soprattutto una ferita aperta nell’urbanistica e nella vita della società modenese'. Così in una nota il commissario della Lega Luca Bagnoli.
'Recentemente abbiamo condotto un’indagine nel centro storico, ed abbiamo censito quasi 50 contenitori interamente deserti. A volte si tratta di edifici abbandonati, in altri casi di immobili in buono stato, in altri casi invece di palazzi di lusso. Molti di questi sono di proprietà pubblica, o di enti che svolgono una pubblica funzione. Addirittura, mentre Muzzarelli si precipita a farsi fotografare assieme all’arcivescovo nell’ex cinema della Curia, alcune migliaia di metri quadri vuoti in centro storico sono di proprietà del Comune di Modena.
Rimaniamo quindi sorpresi – basiti – quando leggiamo sui giornali le polemiche sulla mancanza di appartamenti per gli studenti o per gli ingegneri delle aziende meccaniche. Rigettiamo anche i toni violenti e offensivi con cui politici di oggi e di ieri intervengono a piedi pari sulle riflessioni urbanistiche, liquidando il dissenso come conservatorismo snob o “patacchineria”. Si sente dire in continuazione che il Comune non può obbligare i privati – ci mancherebbe – ma ci sembra che manchi la voglia o la capacità di fare proposte, di creare le condizioni che rendano conveniente o più facile la rigenerazione di ciò che non è utilizzato. La nostra indagine parte dal vedere il centro storico sempre più svuotato di funzioni lavorative e di abitazioni, privato cioè della sua naturale funzione di perno centrale – per l’appunto – della vita cittadina, mentre il desiderio dell’Amministrazione sembra solo quello di procedere ad una cementificazione senza criterio e senza futuro. Siamo pronti ad illustrare alla pubblica opinione i risultati della nostra indagine, gli indirizzi e le foto degli edifici. Siamo pronti a farlo nell’ottica di aprire una seria riflessione sul futuro del centro storico e della città intera, che non può prescindere da un serio confronto con le altre istituzioni e il nuovo Governo.
Sopra la foto dell'ex sede diurno per disabili, chiuso da oltre un anno perché trasformato in casa della droga



