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Bertoldi (Lega): 'Hamas è tra noi, un allarme che non può essere ignorato'

Bertoldi (Lega): 'Hamas è tra noi, un allarme che non può essere ignorato'

'Condannare le vittime civili e le violenze nella Striscia di Gaza non può e non deve tradursi in una legittimazione dell’estremismo terroristico'


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'Il recente arresto avvenuto a Sassuolo ha confermato come anche territori ritenuti periferici o tradizionalmente tranquilli non siano immuni dai rischi legati alla radicalizzazione e al terrorismo internazionale. Si è trattato di un intervento che testimonia l’efficacia dell’attività preventiva svolta dalle forze di sicurezza e l’importanza di un’attenzione costante sul territorio. Secondo numerose analisi e segnalazioni investigative, in Italia si è progressivamente strutturata una rete di ambienti islamisti organizzati, che beneficia anche di zone grigie, tolleranze e complicità diffuse, talvolta presenti persino nel dibattito politico'. A parlare è il capogruppo Lega Giovanni Bertoldi.

'Come anche Lega Modena ha denunciato più volte, si tratta di una rete che muove ingenti flussi di denaro e che utilizza anche luoghi formalmente qualificati come “centri culturali” o sale di preghiera non ufficialmente riconosciute, all’interno delle quali si rischia l’indottrinamento ideologico di giovani verso forme di radicalizzazione islamista. In questo contesto, organizzazioni come Hamas e ambienti riconducibili all’area dei Fratelli Musulmani sono da tempo considerate, da parte di diversi apparati di sicurezza occidentali, attori centrali nella diffusione di un islam politico radicale.
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Alcune figure politiche e istituzionali – tra cui l’onorevole Laura Boldrini, la deputata modenese Stefania Ascari e la relatrice ONU Francesca Albanese – sono frequentemente accusate, sul piano politico, di adottare posizioni percepite come indulgenti o sbilanciate verso queste aree ideologiche, alimentando un clima che rischia di sottovalutare il pericolo dell’estremismo. Secondo informazioni riportate da fonti di intelligence europee, tra cui i servizi francesi, la situazione italiana viene considerata particolarmente delicata, proprio per la presenza di questi ambienti radicali che, nel lungo periodo, mirerebbero a indebolire e sovvertire le istituzioni democratiche. Anche il recente arresto di due cittadini turchi armati a Viterbo si inserisce in questo quadro di allerta, ed è stato possibile grazie all’attività di intelligence e alla cooperazione internazionale, inclusa quella con i servizi israeliani, da anni impegnati nell’infiltrazione delle organizzazioni terroristiche islamiste. Condannare le vittime civili e le violenze nella Striscia di Gaza non può e non deve tradursi in una legittimazione dell’estremismo terroristico palestinese o islamista. La distinzione tra diritti umani e terrorismo è un confine che non può essere cancellato per ragioni ideologiche o elettorali - chiude Bertoldi -. In caso contrario, anche l’Italia rischia di trovarsi ad affrontare scenari drammatici già visti in altri Paesi europei'.

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