Il messaggio alla politica riguarda soppratutto tasse, imposte e tariffe: congelare la pressione fiscale locale e sostenere l'economia reale. Le categorie chiedono di non aumentare IMU, IRPEF e Canone Unico, azzerare la tassa sui mercati, applicare tariffe rifiuti più eque e stabilire regole certe sulla tassa di soggiorno, vincolandone l'incasso alla sola promozione turistica.
Per contrastare la desertificazione dei centri abitati, le associazioni propongono un Fondo per la rigenerazione urbana con contributi a fondo perduto fino a 10.000 euro per le piccole attività, dando priorità ai giovani under 35, all'imprenditoria femminile e al riuso dei locali sfitti. Al contempo, si chiede uno stop deciso a nuove grandi strutture di vendita e ai parchi commerciali, puntando invece sulla riqualificazione delle storiche aree artigianali e dei villaggi produttivi.
Tra i nodi critici figurano anche l'emergenza casa (con alloggi accessibili indispensabili per attirare lavoratori), il completamento delle grandi opere infrastrutturali (Cispadana, Bretella e Pedemontana) e la richiesta di un controllo rigoroso sugli affitti brevi per tutelare l'offerta ricettiva tradizionale. Sul fronte della sicurezza, l'appello è a rafforzare la videosorveglianza nelle zone industriali e alzare la Questura di Modena in fascia A.
'Chiediamo un dialogo costruttivo e aperto – concludono in una nota congiunta le organizzazioni, per preservare la tenuta sociale ed economica del territorio. Solo lavorando insieme tra istituzioni e imprese potremo garantire un futuro di sviluppo ai Comuni modenesi'.
Nella foto, scorcio di Piazza Grande e del Municipio di Modena


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