La politica è chiamata a scegliere e, a volte, a prendere decisioni difficili. Su questo non c'è dubbio, ma la trasparenza e la compostezza dell'approccio sarebbero la base, il rispetto minimo, sul quale costruire un rapporto di fiducia con i cittadini-elettori.
La due giorni blindata di Palagano - vietata ai giornalisti e promossa da sponsor privati - è stato l'esempio di come la trasparenza, la cosiddetta 'casa di vetro', sia andata in frantumi da quel pezzo. Il week end appena trascorso, per ammissione dello stesso sindaco di Modena Massimo Mezzetti, doveva essere l'occasione ufficiale per discutere del piano di svuotamento del Policlinico (Mezzetti ha detto di voler costruire alloggi negli spazi rimasti vuoti) e di costuzione ex novo di un ospedale da 550 milioni a Baggiovara.
Purtroppo, nonostante il convegno avesse il marchio della Ctss (ente ovviamente pubblico), non siamo in grado di ricostruire da testimoni diretti l'evento, essendo stato appunto vietato alla stampa l'ingresso, ma ci dobbiamo accontentare delle ricostruzioni dei presenti.
A quanto pare l'unico accenno al piano che dovrebbe portare a un grande polo a Baggiovara e al declassamento del Policlinico a ospedale per la media e bassa complessità, è arrivato proprio dal sindaco Mezzetti che ha ribadito - ancora una volta - come la sua intervista sia stata necessaria per stoppare le anticipazione uscite sui giornali (cioè su La Pressa).
Parole che hanno fatto seguito a un veloce accenno del presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale il quale avrebbe confermato che i 550 milioni di investimento sarebbero pronti. Insomma, Mezzetti ha fatto la sua parte e - coerentemente - ha continuato ad attestarsi il progetto, ma lo ha fatto nel deserto intorno.Un passaggio vago, superficiale e indefinito, al quale infatti non è seguito alcun approfondimento di merito, tanto che alcuni si sono chiesti se i presenti avessero capito bene l'idea esplicitata dal sindaco o se abbiano fatto volutamente finta di nulla, trattandosi di progetti decennali e quindi distanti dall'orizzonte del mandato dei primi cittadini.
Il convegno è poi proseguito con sessioni su argomenti nazionali con uno sguardo al globo terracqueo. Nell'ordine, come da programma, si è parlato di calo demografico e riduzione della natalità, invecchiamento della popolazione e crisi climatica, nuove tecnologie nella medicina, confronto tra politica e tecnici per il bene dei cittadini, sulle tre sostenibilità in sanità (risorse umane, costi e ambiente), su prossimità e continuità di cure e telemedicina.
Tutte cose importanti, ma che poco hanno a che vedere sull'aspetto centrale per i modenesi: il Policlinico di Modena verrà declassato a semi-Cau o no?
A quanto ci risulta da chi era presente all'incontro, i protagonisti - al di là di Mezzetti e De Pascale - non si sono espressi su questo tema. Ovviamente, qualora la Ctss volesse smentire o mandare una nota sull'evento (cosa incredibilmente non avvenuta) volentieri ne daremo conto. Unica nota stonata nel coro unanime, la presenza di Gian Carlo Muzzarelli che - pur non essendo intervenuto nel dibattito - nei dialoghi privati con alcuni dei presenti a Palagano ha mostrato tutto il suo disappunto e la contrarietà al piano.
Quello che resta ai cittadini sono le foto-ricordo postate sui social direttamente da alcuni dei partecipanti. Dalle foto emergono tante inopportune risate e abbracci: sindaci di centrodestra e centrosinistra in foto di gruppo insieme al Dg Baldino e agli assessori regionali Baruffi e Fabi.
Resta la critica decisa e ferma mossa dai banchi del Consiglio comunale di Modena dai consiglieri meloniani Rossini e Negrini. Uniche voci contro nel mondo politica, a fronte di un coro pressochè unanime di contrari tra i modenesi.
Giuseppe Leonelli


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