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'Blocco Euro 4, quanta arroganza da parte Pd nel difendere la Gazzolo'

'Blocco Euro 4, quanta arroganza da parte Pd nel difendere la Gazzolo'

Il capogruppo di Forza Italia Andrea Galli commenta cosìil voto di oggi della mozione di censura nei confronti della Gazzolo che lo vedeva primo firmatario


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'Farsesca gestione del blocco Diesel Euro 4 da parte della Regione: opposizione compatta nella censura all'assessore Paola Gazzolo contro l'arroganza del Pd'. Il capogruppo di Forza Italia Andrea Galli commenta così il voto di oggi della mozione di censura nei confronti della Gazzolo che lo vedeva primo firmatario insieme a tutto il centrodestra. L’intera opposizione, 5 Stelle compresi, ha votato la censura.

'Sulla figuraccia della retromarcia allo stop agli Euro 4 prendiamo atto con soddisfazione della franca ammissione di responsabilità di Bonaccini, mentre censuriamo la difesa a corpo morto della sinistra a favore dell’assessore Gazzolo - afferma Galli -. Va stigmatizzata l’hybris, l’arroganza, dei consiglieri Pd che non hanno offeso una divinità greca ma i cittadini emiliani cercando di imporgli una spesa ingiustificata per sostituire le proprie auto e gli automezzi di lavoro. Un atteggiamento che si è tradotto di recente in norme vendicative come quella adottata a Modena che stabilisce i decreti di stop al traffico tutte le domeniche, anche a dicembre quando pioggia, neve e nebbia faranno decadere le Pm10 sospese in aria. Ma, a parte le vendette, se non fosse stato un anno elettorale avremmo assistito alla stessa “retromarcia”?
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Chi paga dazio per l’errore commesso e per i gravi danni economici arrecati ai cittadini emiliano romagnoli che si sono affrettati a cambiare la vettura perdendo la propria vettura, ormai deprezzata? Di chi è la responsabilità di aver seminato dubbi sulla capacità dell'amministrazione regionale  di valutare, con azioni reali e concrete, gli obblighi da imporre ai propri cittadini?'.

'La scarsissima comunicazione, i decreti comunali scattati, come nel caso di Bologna, a tre giorni dal divieto, la volontà di essere i più bravi della classe ad ogni costo e a dispetto della realtà, la grottesca marcia indietro avrebbero consigliato qualsiasi amministratore dotato di buon senso a rassegnare le dimissioni, almeno simbolicamente - chiude Galli -. Così non è stato, ma la compattezza con la quale l’opposizione ha votato la censura resta un segnale politico del quale non si potrà non tener conto in futuro'.

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