Per Santori, allora, 'non si tratta di entrare nel Pd o in altri partiti, significa dare il proprio contributo alla coalizione guidata da Matteo Lepore, una coalizione che il 4 ottobre vuole vincere con un ampio margine per dare una sveglia al centrosinistra nazionale e dal 5 vuole dimostrare cosa significa amministrare quella che mira ad essere la città più progressista d'Italia'. In un periodo storico 'in cui fare politica è un'onta e candidarsi è scandaloso io sono orgoglioso ed entusiasta- si legge ancora nella lettera- di partecipare alla prossima campagna elettorale da candidato indipendente nella lista del Pd'. Intanto con una post sulla propria pagina personale, appena aperta, Santori dà anche qualche indicazione sul suo programma. 'Sogno il primo stadio del frisbee a Bologna', scrive ad esempio la sardina, aggiungendo di volersi candidare 'perché non sopporto di vivere in un Comune in cui le auto
parcheggiate occupano 1.680.000 metri quadri' e 'perché il bilancio partecipativo va riformato'.
A quasi due anni dalla nascita delle Sardine, 'si apre una fase nuova. Perché c'è un tempo per arginare e un tempo per costruire. Un tempo per trincerarsi e uno per andare all'attacco'. Così uno dei fondatori del movimento anti-sovranista, Mattia Santori, spiega la decisione di candidarsi alle amministrative di Bologna come indipendente nella lista del Pd. Santori si rivolge al movimento con una lettera sulla pagina Facebook delle Sardine: 'Vi diranno che siamo schiavi del Pd, che gettiamo la maschera, che ci vendiamo per un posto in Giunta. Chi lo dice ha ruoli politici ottenuti non certo per etica, passione o abnegazione alla cosa pubblica; non si fa problemi a cambiare casacca in base ai sondaggi; usa il proprio profilo o la propria testata come gogna mediatica o fornace di fake news'. In realtà 'hanno paura, perché qualcuno alle dinamiche da prima Repubblica preferisce rimboccarsi le maniche e offrirsi alla politica- continua la lettera- perché un giovane attivista sceglie di certificare un'alleanza partendo dal basso piuttosto che farsi blindare un comodo posto in Parlamento'.



