'E' ormai ufficiale che stasera la cena organizzata dal pluripremiato Bottura per il presidente uscente Stefano Bonaccini non è certo una goliardata tra intimi ma un vero e proprio atto di finanziamento per la campagna elettorale del partito di Governo della Regione. Oltre 1000 euro a testa per partecipare a questa kermesse politico culinaria che rappresenta un vero e proprio schiaffo alle disuguaglianze che questa Regione e in particolare questa città esprime'. Così Flavio Novara e Alice Miglioli di Potere al Popolo sulla cena di Bonaccini firmata Bottura di cui ieri ha dato notizia La Pressa.
'Perchè allora questi benefattori della politica hanno deciso di evitare di finanziarlo in anonimato e a norma di legge, come del resto fanno da anni ma di procedere in questo smodato modo? Perchè quella cena e quel metodo, inaugurato da Renzi suo padre putativo, ha il compito di marcare e superare, in modo indiscutibile, il confine che da sempre ha separato la destra dalla sinistra che storicamente ha dato voce e rappresentato le classi dei meno abbienti. Gli ultimi che non hanno voce in capitolo, quelli che devono subire e non lamentarsi mai - continua Novare e Miglioli -.
Se mangiare con i poveri a una mensa della Caritas sarebbe stata controproducente alla sua immagine da Re Mida che non crea povertà, di uomo invincibile da contrapporre al macho Salvini, cosa servono allora quei mille euro spesi non a caso per mangiare con i più ricchi? A comunicare all'ex ceto medio, oggi arricchito grazie all'utilizzo della crisi come ricatto per l'occupazione e grimaldello sui diritti e salari dei lavoratori, che questa forza politica continuerà a garantire i loro profitti anche a discapito della tenuta stessa dell'unità economica nazionale. Serve a comunicare che la povertà è un male incurabile, da elemosinare e figlio della mancata volontà di accettare di essere al servizio del progresso tecnico e del mercato. Serve soprattutto ad enunciare con arroganza, che questo è l'unico “mondo possibile”. Non a caso, data la subalternità al mercato ne più ne meno della Lega, Giovanni Monti, presidente dell'Alleanza delle cooperative dell'Emilia Romagna, ha affermato che “...importante è che chi vinca continui sulla stessa strada”. Come non a caso, il presidente Bonaccini non si esprime sulla nostra richiesta di una paga minima di 9 euro ora completo di diritti contrattuali'.'Per questi motivi, quella cena e quel messaggio politico, non può rappresentare per noi di Potere al Popolo, il progetto futuro per la nostra regione e per il suo popolo, ricco di storia universalista.



