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Bonaccini e Sala: se vinciamo in Emilia parte riscossa per l'Italia

Bonaccini e Sala: se vinciamo in Emilia parte riscossa per l'Italia

Bonaccini: 'Le sardine hanno cambiato la campagna elettorale di Salvini, adesso nelle piazze non ci va più. E Sala attacca Borgonzoni: 'Stia a Roma con le sue sciocche T-shirt''


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'L'Emilia-Romagna rappresenta qualcosa di importante anche per il resto del Paese, in gioco c'è il futuro di questa regione, la sua identità e i suoi valori. Prima ancora del programma c'è un'idea di società diversa da quella dei nostri avversari, un'idea diversa dell'identità dell'Emilia-Romagna. Noi abbiamo un progetto per il futuro di questa regione'. Lo ha detto Stefano Bonaccini che, all'autodromo di Imola, ha presentato, insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala, il proprio programma elettorale e le liste che lo sostengono.

'Se vinciamo qui in Emilia-Romagna, da qui parte un riscossa per l'Italia', ha detto.Conoscenza, diritti e doveri, sanità, scuola, assistenza, lavoro e sviluppo sostenibile i pilastri del programma. 'Il nostro primo atto - ha detto - sarà firmare un nuovo patto per il lavoro, per passare dalla piena alla buona occupazione e dalla crescita allo sviluppo sostenibile. Cinque anni fa la disoccupazione era al 9%, oggi è al 5%. Ancora non basta, ma aver recuperato 100mila posti di lavoro credo che ci faccia dire che si sta meglio di cinque anni fa'.

'Le sardine hanno cambiato la campagna elettorale di Salvini, perché adesso nelle piazze non ci va più. Adesso dovrebbe dire qualcosa anche dell'Emilia-Romagna', ha Bonaccini.

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Il presidente, candidato per il bis, ha risposto anche agli attacchi del centrodestra di non aver messo il simbolo del Pd sui manifesti e di aver usato il colore verde. 'Io - ha detto - rappresento sei liste e metterne una era poco dignitoso. In molti hanno scritto il mio nome sul simbolo, mentre la Lega non ha scritto Borgonzoni ma quello di Salvini. Se mi attaccano perché manca simbolo del Pd o per il colore verde, che è il colore dell'Emilia-Romagna allora hanno veramente poco da dire per la nostra regione. Io non ho bisogno di Zingaretti a farmi da balia, io non voglio essere un ventriloquo, c'è la mia faccia. Mi colpisce molto che Borgonzoni non si faccia affiancare, ma sostituire. Potrebbe provare ad andare in piazza Maggiore e riempirla senza i leader nazionali come abbiamo fatto noi'.

A sferrare l'attacco alla candidata del centro-destra Lucia Borgonzoni, ci pensa Sala: “La Borgonzoni? Per dirla alla milanese, non sa neanche da che parte è girata: lasciamola a Roma con le sue sciocche t-shirt – ha detto Sala, ricordando la maglietta con scritto ‘Parlateci di Bibbiano’ con la quale la deputata era entrata in Aula – È vergognoso che la destra possa essere rappresentata da una persona che andata alla camera con quella maglietta”.
Il sindaco ha poi ribadito il suo endorsement all’attutale governatore emiliano: “Bisogna votarlo perché è più bravo”.

'Serve una stagione di riforme più profonde'. E' l'appello al governo lanciato da Sala. 'Dalla Finanziaria - ha detto - non ci si poteva aspettare di più, se non puoi toccare il reddito cittadinanza, gli 80 euro, quota 100, che io considero il più grande errore. Ancora non è il momento del cambiamento, ad oggi di più non si può fare e dobbiamo mantenere i presìdi. Ma serve una stagione di riforme più profonde: ad esempio, ha fatto bene Bonaccini a restare nel percorso dell'autonomia, ma il regionalismo a venti è fallito, prendiamone atto'.
   

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