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Bonaccini: 'Miglior soccorso quello prestato dal medico? Idea vecchia'

Bonaccini: 'Miglior soccorso quello prestato dal medico? Idea vecchia'

'E' una concezione castale e gerarchica dell'organizzazione sanitaria e del 118 che non esiste più nei fatti'


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'In queste ore Lega, M5s e Forza Italia descrivono la sanità emiliano-romagnola come un sistema allo sfascio. Desta scandalo, a loro dire, che nel sistema di emergenza-urgenza un ruolo cruciale sia ricoperto dagli infermieri professionali e non solo dai medici. È la cosa che mi colpisce e mi amareggia di più. Perché mentre non ho dubbi sul fatto che Sergio Venturi vedrà pienamente riconosciute le sue ragioni e la Regione potrà tutelarsi verso un atto dell'ordine dei medici di Bologna illegittimo, descrivere in questo modo il lavoro quotidiano di migliaia di professionisti mi pare irresponsabile e irrispettoso'. Così Stefano Bonaccini torna sul caso Venturi per difendere il suo assessore radiato e la famosa delibera che prevede che sulle ambulanze del 118 non ci debba necessariamente essere un medico.

'Vorrei dire anzitutto che si può fare opposizione senza gettare fango sui servizi e sulle persone che vi lavorano. E senza alimentare ancora l'idea, vecchia e superata, che il miglior soccorso sia sempre e solo quello prestato da un medico. Quest'ultima è una concezione castale e gerarchica dell'organizzazione sanitaria e del 118 che non esiste più nei fatti, ma che resiste nella testa di chi non se ne occupa e vede l'infermiere nello stesso modo di 50 anni fa, ignorando totalmente com'è evoluta l'organizzazione del servizio, la professionalità degli infermieri, la specializzazione di figure cruciali nella rete del soccorso.
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Quando nell’agosto scorso, in occasione del disastro autostradale di Borgo Panigale, la rete del 118 ha dispiegato tutta la sua capacità di reazione, tempestiva e appropriata, il Paese ha riconosciuto la sua forza e tutti i nostri concittadini hanno sentito la riconoscenza e l'orgoglio che anch'io ho provato' - afferma Bonaccini.

'Sono andato negli ospedali bolognesi per visitare i feriti e per ringraziare gli operatori a nome di tutti i nostri concittadini, e ho accolto con grande favore la richiesta di tutti i partiti (di maggioranza e opposizione) di rendere un omaggio solenne a questi professionisti del 118 (e con loro ai medici, ai volontari, ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine, ecc.). Quel giorno ho pensato: 'dopo inutili polemiche ci siamo, finalmente si capisce la forza di questa organizzazione e la professionalità di queste persone'. Mi sbagliavo, evidentemente, perché c'è ancora una parte della politica che guarda alla Sanità e ai suoi operatori con gli occhi di 50 anni fa.
E che in particolare considera gli infermieri come figure di serie B, accessorie ai medici, al più come operatori al servizio e funanziali ai camici bianchi, anziché professionisti portatori di una propria specifica competenza - chiude Bonaccini. Se ci fosse consapevolezza di questo, al di là delle opinioni di ciascuno, oggi i toni sarebbero molto diversi. E ci sarebbe quantomeno rispetto per questi lavoratori a cui abbiamo tributato un encomio collettivo solo pochi mesi fa. E a cui dobbiamo tantissimo ogni giorno'.
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