Nel giorno in cui in cui anche Bankitalia sforna il suo report economico, positivo, il governatore Stefano Bonaccini abbraccia i nuovi dati Istat elaborati che collocano il territorio emiliano-romagnolo, di nuovo, ai piani alti della classifica economica regione per regione. Continua a scendere la disoccupazione in Emilia-Romagna, calata dello 0,5% nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (dal 7% al 6,5%): a livello nazionale, un dato inferiore lo si rileva unicamente in Trentino-Alto Adige (4,3%). Negli ultimi 12 mesi, il tasso di disoccupazione si colloca sul valore medio del 6,4%, ancora giu' rispetto al periodo aprile 2016-marzo 2017 (6,6%) e al 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015. E ancora: rispetto al primo trimestre 2015, il tasso di occupazione e' cresciuto di 2,9 punti percentuali, dal 65,5% al 68,4% (secondo solo al Trentino-Alto Adige, 69,9%, e alla Valle d'Aosta, 68,6%), mentre gli occupati sono aumentati di 75.500 unita' (+4%). Per gli uomini si registra un tasso di occupazione pari al 74,5%, per le donne del 62,3%. Segnali positivi anche dall'export: tra gennaio e marzo 2018, l'Emilia-Romagna ha esportato beni e servizi per un totale di 15.260 milioni di euro (pari al 13,6% del totale nazionale), in crescita del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 (+669 milioni di euro), al di sopra della media sia del nord-est (+4%) sia nazionale (+3,3%) e seconda solo alla media del nord-ovest (+5,3%). Inoltre per l'Emilia-Romagna si tratta del 20esimo incremento su base tendenziale consecutivo.
In questo quadro Bonaccini evidenzia il ruolo del Patto per il lavoro, di cui non si e' parlato oggi nella sede della Banca d'Italia in piazza Cavour. Il presidente della Regione parla di 'percorso che rende sempre piu' concreto il traguardo della piena occupazione per il 2020, con una disoccupazione al 4-5% a quel punto quasi fisiologica, che abbiamo intrapreso insieme a tutte le forze sociali, sindacati e imprese, agli enti locali, alle Universita' e alle associazioni del terzo settore, firmatari del Patto per il lavoro, nel quale condividiamo decisioni e politiche fatte soprattutto di investimenti pubblici'. Precisa il governatore: 'Non ci accontentiamo, dobbiamo ancora fare molto, per esempio potenziando il welfare e le misure a favore di chi ha piu' bisogno e continuando a puntare su ricerca, innovazione e internazionalizzazione.


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