'Il Pd è un progetto ancora attuale. Partendo dalla cancellazione del nome e del simbolo, affronteremmo un congresso in cui si parla della forma, mentre credo dovremmo parlare di sostanza e contenuti - scandisce Bonaccini, che non scopre le carte rispetto alla sua eventuale corsa alla segreteria -. Sarà il congresso il luogo nel quale ognuno di noi proverà a dare il proprio contributo. E' stata esclusa definitivamente l'idea bizzarra e totalmente sbagliata di uno scioglimento del Pd, perché vorrebbe dire fare il più grande regalo alla destra'.
'Questo rimane, con tutti i suoi difetti un partito che ha raccolto il 20% dei voti e, quindi, la seconda forza politica del Paese, anche se la sconfitta è stata netta. Ma siamo anche il primo partito delle opposizioni. Se dovessimo sciogliere il Pd noi, cosa dovrebbero fare il Movimento 5 Stelle che ha perso più della metà dei voti o il Terzo polo, che ha preso un terzo dei voti del Pd? Giustamente non parlano di scioglimento, ma provano a lavorare per aumentare i propri consensi. Credo che a fronte ai tanti problemi che abbiamo di fronte, dalle bollette alla difesa di scuola e sanità pubbliche, abbiamo il dovere di stare in sintonia con il Paese reale, svolgendo anche un ruolo di opposizione che dovrà essere intelligente e serio, senza escludere di dare una mano nell'interesse degli italiani e dell'Italia, ma anche molto duro e concreto. Credo che stare all'opposizione ci farà bene, agli occhi di una parte di italiani siamo visti come quelli che sono stati al governo sempre pur non vincendo in maniera netta le elezioni'.




