In questi giorni il Comune di Carpi ha pubblicato l’avviso per il candidato alla presidenza del Cda. Tutto regolare, trasparente e istituzionale. Però poi le scelte le deve fare qualche tavolo. Ma questa volta il tavolo non è una metafora: è quello di una nota osteria di Concordia, dove oggi a pranzo si sono ritrovati Riccardo Righi, Letizia Budri e Michele Goldoni, sindaci di Carpi, Mirandola e San Felice. Tre dei sindaci che, fino a ieri, hanno accompagnato con più o meno entusiasmo l’operazione che avrebbe dovuto portare Aimag nell’orbita di Hera.
Operazione finita malissimo: anni di lavoro bocciati dalla Corte dei Conti, per un progetto che non stava in piedi. Con tutti i numeri a supporto – già dubbi ai tempi - smentiti dai fatti. Ma con gli attori di allora – prima fra tutti la Ruggiero - ancora fieramente in sella.
Ma torniamo al pranzo. Che non è, come si potrebbe immaginare, la riunione del direttivo ristretto codificato in questi giorni nel patto di sindacato. Ma un incontro più o meno alla carbonara dei tre sindaci. Da una parte la Budri e Goldoni, del centrodestra della Bassa, che chiedono un cambio di passo – come invocato dai colleghi di area. Un cambio: perché la conferma della stessa linea, degli stessi nomi e dello stesso schema sarebbe difficile da vendere.
Dall’altra parte Righi, sindaco di Carpi: in teoria a sostenere la conferma della Ruggiero, così come richiesto dal PD carpigiano. Ma la domanda politica è semplice: dopo il fallimento dell’operazione Hera, si può davvero ripartire come se nulla fosse accaduto? Si può archiviare tutto con un’alzata di spalle, rinnovare gli equilibri precedenti e spiegare ai cittadini che il problema era solo di comunicazione? Si può proporre un bando pubblico di selezione dei vertici dove il vincitore ha già vinto ancora prima di iniziare? E su tutto questo, Righi vuole davvero essere lo sponsor della Ruggiero – o quello che rimane con il cerino in mano?
Magari no: magari Righi era lì da solo, senza nessuno del PD, per capire come uscire dall’empasse grazie al centrodestra. Proprio a Concordia, città di Paolo Negro: simbolo di quella metà del PD che sulla vicenda Aimag ha sbattuto la porta.
Per questo il pranzo di Concordia dice più di molte dichiarazioni ufficiali. Dice che la Bassa non vuole più accodarsi automaticamente a Carpi.
Il pranzo - per ora - si è chiuso con l’amaro in bocca: quello, pare, bevuto da Goldoni. Ma la luna di miele tra Righi e il centrodestra forse può davvero cominciare.
Magath



