Sostegno, quello di Azione, espresso attraverso la candidatura di Giulia Pigoni nella lista del presidente Bonaccini e con un chiaro obiettivo: il governo della regione. Per i prossimi 5 anni. Che nel caso di vittoria vedrebbe l'ingresso, in rappresentanza di Azione, della già assessore comunale alla cultura e alle politiche giovanili e consigliere Democratica in comune a Sassuolo. In uscita dal PD. Presente oggi al Caffè Concerto di Modena, insieme al Senatore Matteo Richetti e all'ex ministro Carlo Calenda. Al suo arrivo, l'ex ministro con moglie modenese, artefice, quando al governo, di una misura (l'industria 4.0), che ha avuto un forte riscontro nelle grandi aziende dell'Emilia-Romagna, reduce dalla tappa bolognese del tour elettorale e da una seduta per un nuovo tatuaggio (che non ci vuole mostrare), parla come un fiume in piena.
Frasi ad effetto, soprattutto contro il PD e la candidata del centro destra Borgonzoni, servono per emergere nel caos di una campagna elettorale spesso urlata e spesso senza contenuti. Assenza di contenuti, argomenti e preparazione che Calenda contesta a Lucia Borgonzoni. 'La sua impreparazione è senza pari - dice - non sa proprio di cosa parla'.
Ma Calenda ne ha tante, contro, anche nei confronti del PD. Del resto Azione nasce dalla distacco dal PD di alcuni suoi esponenti come Richetti, sancito nel momento in cui il PD ha deciso di 'governare con i populisti' - incalza Calenda - da sempre criticati. 'Oggi il PD è rappresentanto da un Presidente del Consiglio che è lo stesso a capo del governo leghista che ha varato provvedimenti come il decreto sicurezza che per il PD erano il male assoluto. Davvero non capisco come ciò possa essere possibile. Davvero non capisco - afferma Calenda - come un elettore progressista possa accettare tutto questo. Ricordiamo che il decreto sicurezza è stato confermato dal PD al governo'
A spiegare a chi non si spiega l'appoggio di Azione a Bonaccini non c'è solo Calenda ('Bonaccini è espressione di cultura di governo, oggi rara, e di buon governo, io ci ho lavorato bene, perché era presente e sempre pronto ad affrontare i temi, anche quando ero ministro'), ma anche il Senatore Richetti.
Da qui si passa alle cose che in regione più che non andare, sono migliorabili. Un lavoro che anche se c'è ha perso di qualità, una sanità che pur di eccellenza ora soffre delle criticità legata alle lunghe liste si attesa così come nella carenza nel numero di medici di famiglia, molti in pensione anche a causa di 'quota 100'. Poi il tema delle infrastrutture sul quale la regione soffre di grandi ritardi'
Gi.Ga.



