Con tristezza constato che molti partiti – e mi rincresce fra questi ci sia anche Fdi An Modena, che ha in meritocrazia, competenza e territorio le proprie parole d’ordine – hanno candidato alle politiche 2018 persone che nulla hanno fatto per mettere in luce quanto successo con il terremoto 2012 e l’alluvione 2014, con i verbali della Commissione Grandi Rischi ancora mancanti fra il 20 maggio e il 4 giugno 2012.
Silenzio assoluto fra loro, nonostante alcuni siano a conoscenza dei miei esposti a diverse Procure della Repubblica, sul mancato rispetto di quanto l’INGV di Enzo Boschi aveva fatto pubblicare in Gazzetta Ufficiale nel 2003 per imporre sicurezza per gli edifici poi crollati e sulle cause taciute dell’alluvione, la cui responsabilità primaria é stata attribuita alle nutrie dagli Amministratori in carica.
Cosa hanno fatto i candidati oggi scelti ? Non si lamentino i partiti se il malcontento cresce ed emergono “liste civiche” o nuovi movimenti. Una vergogna assoluta, di cui i candidati tutti dovrebbero rendere conto agli elettori e alle famiglie delle vittime dei crolli del 2012 e del 2014. Le battaglie che non sono state abbracciate, a Modena come a Roma, sono figlie di una paura di schierarsi contro i poteri forti? Si aspetta forse nel limbo sperando di saltare sul carro quando le Procure agiranno oppure continuando ad ignorare tutto se dovessero invece archiviare?
Questa omertà conclamata su vittime e danni che potevano essere evitati finirà un giorno? Il legame che ho con il territorio mi spinge a non desistere dall’andare avanti nelle mie denunce, a differenza di candidati “socievoli ed eleganti” che oggi trovano il tempo per organizzare cene elettorali ma che negli anni non hanno trovato tempo per tutelare il territorio. I paracadute elettorali sono storia ricorrenti alle elezioni, ma se il Pd in questo é stato caposcuola, ha trovato in seguito buoni allievi. La Destra politica avrebbe dovuto distinguersi e se di legame col territorio si vuol parlare, questo è dato dalle battaglie condotte e certamente non dalle vacanze in Trentino o dagli studi a Modena o dall’aver parenti in zona; io stesso non potrei candidarmi nella mia Palermo, da dove manco da anni o negli Stati Uniti, solo perché ho li dei familiari.
Non parliamo poi di chi vanta candidature precedenti in liste di sinistra - anche se di 'servizio' - che pur sempre denota incoerenza di pensiero: vero è che solo gli stupidi non cambiano idea, ma qui il salto appare abissale.
Non sta a me giudicare le competenze della capolista Fdi a Modena, che sono certo possegga, ma sulle calamità subite dal territorio non trovo traccia di
Stessa domanda potrei rivolgerla al n.2 e segretario provinciale - nominato da Roma e non eletto ad un congresso, che non si è mai svolto - assente da anni dalla scena politica, se non per sparute apparizioni nelle campagne elettorali, ma distante ed assente sulle due calamità del territorio pur essendo costantemente informato della gravi responsabilità del Pd emiliano.
Certo sarà facile per i candidati promettere oggi, ma vorrei sapere cosa hanno fatto ieri e cosa di proprio hanno rischiato! Probabilmente le mie competenze non sono state giudicate all’altezza dei criteri meritocratici, di certo non si può dire lo stesso dei miei legami col territorio, in cui isolato mi batto da anni: ma se non sono stato giudicato competente , perché mi é stata chiesta la disponibilità a candidarmi, per poi non dare seguito alla richiesta stessa?
Come é stato possibile ritrovarsi una capolista sino ad ieri sconosciuta e con l'area cratere non rappresentata? Sarà forse che l'attuale responsabile modenese non abbia saputo creare e coltivare una squadra dirigente all'altezza? Sono certo che sono in tanti nei vari partiti a pensare ciò ma tacciono per paura di essere isolati dai capi: io, nelle mie battaglie per
Antonino Spica - Consigliere Comunale “Civica La Bastìa” – Bastiglia



