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'Carcere Modena, dopo rivolta e morti, siamo ancora in alto mare'

'Carcere Modena, dopo rivolta e morti, siamo ancora in alto mare'

La denuncia, contenuta in una interrogazione Parlamentare, del Senatore di Forza Italia Enrico Aimi: 'Riaperto un reparto ma situazione allarmante'


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La situazione del carcere di Modena finisce sul tavolo del Ministro Bonafede. A dar voce alle proteste di molti operatori della sicurezza all’interno della struttura è il senatore Enrico Aimi di Forza Italia.
Da venerdì scorso – incalza l’esponente azzurro – è stato riaperto un reparto detentivo con il sistema di telecamere interno malfunzionate e con i cancelli sostituiti, in alcuni casi, con dei fogli di compensato. In base alle denunce che ho personalmente raccolto è stata data una ritinteggiata e sistemato alla meno peggio l’impianto elettrico. L’odore acre degli incedi è ancora fastidiosamente avvertibile. La situazione al Sant’Anna è dunque allarmante. La Polizia Penitenziaria lavora in condizioni inaccettabili e che non possono e non devono essere taciute. Se scoppia una nuova rivolta, chi ne risponderà?

Da anni, Forza Italia denuncia le carenze strutturali di questa Casa Circondariale e dopo la rivolta dell’8 marzo scorso la struttura è ancora di più precaria e insicura. In quella tragica giornata sono morti 9 detenuti, 30 poliziotti sono stati feriti ed il penitenziario è stato completamente distrutto. Perfino i vigili del fuoco e gli altri organi preposti hanno dovuto mettere nero su bianco l’inagibilità del carcere.

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La responsabilità pare sia esclusivamente di quella parte della politica che ha forzato la mano, pretendendo inaugurazioni “spot” a discapito della situazione di reale pericolo.
In breve tempo – ricorda Aimi – i rivoltosi hanno raggiunto la portineria centrale partendo direttamente dai reparti detentivi. L’assenza di congegni e strumenti di controllo ha comportato ritardi nel lanciare l’allarme, lasciando agenti rinchiusi nelle sezioni, alcuni ostaggio dei detenuti rivoltosi, altri asserragliati in vari uffici e chiusi a chiave.

È evidente a tutti che manca, da almeno 16 anni, il cuore nevralgico dell’intero istituto, ovvero una sala regia con monitor e sistemi di allarme funzionanti. Una cosa assurda. Chiederò al Ministro Bonafede se erano attivi, l’8 marzo, il sistema di anti-scavalcamento ed uno anti-intrusione efficiente, così come la rete delle telecamere poste nei vari reparti detentivi. Il dubbio – conclude il senatore Aimi – è che tutto questo non fosse in funzione prima della rivolta e non lo sia neppure oggi. Un reparto è già stato aperto e quando il carcere tornerà a pieno regime chi garantirà la sicurezza?

Enrico Aimi
Senatore Forza Italia - Capogruppo Commissione Affari Esteri -

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