Per lo Snami la carenza di personale deriva da responsabilità dell'Azienda Sanitaria stessa. 'Sottoprogrammazione della formazione: mancata attivazione annuale dei corsi come previsto dall’ACN, con conseguente blocco dell’accesso alla professione in ambito emergenza-urgenza. Spreco di risorse umane già disponibili: medici lasciati a casa anche dove erano presenti e operativi come a Fanano. Condizioni di lavoro insostenibili: turni e carichi di lavoro tali da rendere impossibile, per qualsiasi professionista con un minimo di dignità e amor proprio, accettare o mantenere l’incarico. SI parla di turni con anche 9 guardie notturne consecutive come ci sono state segnalate dai medici del servizio'.
'Di fronte a questi dati – dichiara SNAMI Emilia-Romagna – non è credibile piangere pubblicamente sulla carenza di medici e, allo stesso tempo, chiudere la porta in faccia a decine di colleghi pronti a formarsi e a lavorare nel sistema di emergenza. È ora che Regione e Aziende sanitarie smettano di raccontare favole e comincino a programmare seriamente, partendo dal rispetto degli accordi e dal potenziamento reale della formazione e delle condizioni di lavoro. O forse dobbiamo pensare che questa carenza sia in qualche modo ricercata proprio per giustificare l’ingresso di altri modelli di assistenza? Magari di capacità assistenziale inferiore e con costi più contenuti sperando di scaricare carichi e responsabilità su altri profili professionali?'



