'Basta pensare che un neo assunto a circa 1000 euro al mese, o poco più, può trovarsi impegnato su nastri (turni) orari, che comprendendo anche le pause di guida, possono arrivare anche a 13,5 ore, si scontra con la realtà ancora attuale di personale in fuga da condizioni lavorative ma anche sociali, come quella di Modena, sempre più difficili. Con poco più di 1000 euro al mese, vivere a Modena, anche solo se si ha una casa in affitto (se la si trova), è impossibile. Il problema dei salari e delle condizioni di lavoro sono sempre più difficili. E se le condizioni sono difficili per gli autisti assunti direttamente da Seta, figuriamoci per quelli che lavorano per le ditte in appalto ed in subappalto, soprattutto nell’extraurbano. Un problema nel problema che Seta e il Comune socio hanno il dovere di affrontare. I recenti tagli di corse che si sono verificati per compensare le carenze degli organici di Seta messi in crisi da una prevedibile ondata di influenza diventano voragini tra i soggetti privati e su personale su cui Seta non ha un controllo diretto - continuano i consiglieri M5S -. E ciò che preoccupa è che tale situazione anziché essere limitata ad una fase emergenziale, sta diventando strutturale. Molte corse tagliate le scorse settimane, soprattutto nel bacino dell’area nord, non sono state ripristinate'.
'E il tentativo dell’azienda che emerge anche dalle dichiarazioni a mezzo stampa, di dire che non è vero, che questa situazione non parte da lontano ed è frutto di criticità del momento ed eccezionali non aiuta ad uscirne. Per questo vorremmo che presto tutti questi problemi venissero condivisi e affrontati in una seduta alla presenza della presidenza e della direzione Seta e Amo per capirne gli indirizzi e le possibili soluzioni, prima che le criticità diventino davvero strutturali e il servizio pubblico, che a Modena già non gode di grande considerazione e appeal, aumenti quella crisi che già, da troppo tempo, registra.



