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'Caro bollette, subito azioni immediate da parte del Comune e di Hera'

'Caro bollette, subito azioni immediate da parte del Comune e di Hera'

'Fa sorridere leggere che la soluzione adottata da Hera, che è bene ricordarlo, è una società partecipata dal Comune per 6,4%, sia una serie di rateizzazioni'


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'Purtroppo è noto come il mercato dell'energia stia registrando un trend al rialzo dei prezzi di gas ed energia elettrica che dallo scorso luglio ha assunto livelli record. Diverse sono le cause di quella che è una vera e propria emergenza: l'ascesa dei prezzi delle materie prime dovuta alla ripresa economica su scala globale, le ridotte forniture di gas e, purtroppo, la recrudescenza della guerra in Ucraina con la conseguente riduzione di forniture di gas dalla Russia, senza dimenticare la totale inesistenza di una seria politica energetica da parte dei governi degli ultimi 10 anni'. A intervenire sul caro bollette è Fdi Modena in una conferenza stampa organizzata oggi alla presenza di Michele Barcaiuolo, Ferdinando Pulitanò, Antonio Baldini, Stefano Venturini, Luca Negrini, Lorenzo Rizzo e Luca Negrini.

'È offensivo ed umiliante che l’unico sostegno di Hera spa sia stato il consiglio di abbassare elettrodomestici e riscaldamenti. I negozi, i bar, i ristoranti, gli artigiani, i professionisti che rappresentano il ceto produttivo del nostro territorio vengono da due anni e mezzo di sacrifici incredibili tra chiusure più o meno imposte e investimenti per fare fronte ai provvedimenti spesso schizofrenici del Governo: l’incredibile aumento delle bollette riveste sicuramente l’ennesima batosta per tutti loro.
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Il quadro è drammatico: è seriamente a rischio la prospettiva di ripresa e il Comune di Modena sembra non voler ascoltare, continuando da un lato con la politica di pressione fiscale e di gabelle e dall’altro chiedendo che il governo regionale e nazionale facciano qualcosa, dimenticandosi che al Governo nazionale e regionale ci sono i propri compagni di partito. Le emergenze, a nostro avviso, necessitano di provvedimenti immediati e straordinari soprattutto da parte delle Istituzioni. I soci pubblici rappresentano il 45,9% del capitale di Hera e il suo fatturato ammonta a circa 7,8 miliardi (340 milioni di utili) e, in particolare, il Comune di Modena detiene il 6,5%: stiamo parlando di più di 11 milioni di euro di dividendi che vanno aggiunti ai cinque milioni di utili per lo smaltimento dei rifiuti urbani e un avanzo disponibile stimato al 31/12/2021 pari a 7.684.751 euro, senza contare che il Comune ha un fondo cassa di oltre 127 milioni di euro.  Le risorse stanziate dal governo nazionale anche con l'ultimo “decreto sostegni” pubblicato il 1 marzo sono, come già dichiarato pubblicamente dalle associazioni imprenditoriali, insufficienti e allora la maggioranza al governo della città non può allargare le braccia attendendo dal governo maggiori fondi ai Comuni: le risorse in cassa il Comune di Modena le avrebbe già, manca la volontà politica di utilizzarle a favore delle piccole-medie imprese.
Il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia ha chiesto al Comune di rinunciare almeno in parte ai dividendi Hera in favore di quelle imprese modenesi che versino in documentate situazioni di insolvenza incolpevole o difficoltà economico-finanziaria anche a causa del calo del fatturato avuto negli ultimi due anni di pandemia - chiude Fdi - Non si tratterebbe di contributi “a pioggia” o indiscriminati, ma di aiuti selettivi da erogare secondo criteri di equità trasparenti nel contesto di una situazione di emergenza economico-sanitaria unica dal dopoguerra ad oggi'.

'Il terziario rappresenta un settore importante sia per i modenesi sia per i turisti che scelgono Modena come meta per trascorrere le proprie vacanze.  Ci sono interi settori che faticano a continuare con la quotidiana attività; i ristoranti e gli alberghi, già duramente provati da un periodo storico difficile, sono al collasso. Spesso ci si dimentica anche che, la presenza di molti di essi, funge da deterrente al degrado di molte zone della città. Il Comune intervenga a sostegno di chi produce lavoro.
Fa sorridere leggere che la soluzione adottata da Hera, che è bene ricordarlo, è una società partecipata dal Comune per 6,4%, sia una serie di rateizzazioni o predisporre uno “sportello di consulenza” per suggerire agli utenti “stili di vita più consapevoli” e minori sprechi. Una risposta insufficiente se non offensiva a chi non si è mai tirato indietro in termini di sacrifici per le proprie attività. Le piccole-medie imprese in Italia sono il motore dell'economia (in Italia occupano l'80% dei lavoratori), non rispondere al grido di aiuto di molte di esse significa creare, in un futuro sempre più vicino, nuova povertà'.
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