'È offensivo ed umiliante che l’unico sostegno di Hera spa sia stato il consiglio di abbassare elettrodomestici e riscaldamenti. I negozi, i bar, i ristoranti, gli artigiani, i professionisti che rappresentano il ceto produttivo del nostro territorio vengono da due anni e mezzo di sacrifici incredibili tra chiusure più o meno imposte e investimenti per fare fronte ai provvedimenti spesso schizofrenici del Governo: l’incredibile aumento delle bollette riveste sicuramente l’ennesima batosta per tutti loro. Il quadro è drammatico: è seriamente a rischio la prospettiva di ripresa e il Comune di Modena sembra non voler ascoltare, continuando da un lato con la politica di pressione fiscale e di gabelle e dall’altro chiedendo che il governo regionale e nazionale facciano qualcosa, dimenticandosi che al Governo nazionale e regionale ci sono i propri compagni di partito. Le emergenze, a nostro avviso, necessitano di provvedimenti immediati e straordinari soprattutto da parte delle Istituzioni. I soci pubblici rappresentano il 45,9% del capitale di Hera e il suo fatturato ammonta a circa 7,8 miliardi (340 milioni di utili) e, in particolare, il Comune di Modena detiene il 6,5%: stiamo parlando di più di 11 milioni di euro di dividendi che vanno aggiunti ai cinque milioni di utili per lo smaltimento dei rifiuti urbani e un avanzo disponibile stimato al 31/12/2021 pari a 7.684.751 euro, senza contare che il Comune ha un fondo cassa di oltre 127 milioni di euro. Le risorse stanziate dal governo nazionale anche con l'ultimo “decreto sostegni” pubblicato il 1 marzo sono, come già dichiarato pubblicamente dalle associazioni imprenditoriali, insufficienti e allora la maggioranza al governo della città non può allargare le braccia attendendo dal governo maggiori fondi ai Comuni: le risorse in cassa il Comune di Modena le avrebbe già, manca la volontà politica di utilizzarle a favore delle piccole-medie imprese.
'Il terziario rappresenta un settore importante sia per i modenesi sia per i turisti che scelgono Modena come meta per trascorrere le proprie vacanze. Ci sono interi settori che faticano a continuare con la quotidiana attività; i ristoranti e gli alberghi, già duramente provati da un periodo storico difficile, sono al collasso. Spesso ci si dimentica anche che, la presenza di molti di essi, funge da deterrente al degrado di molte zone della città. Il Comune intervenga a sostegno di chi produce lavoro.



