'La vicenda dell’ammanco da 582 mila euro nelle casse di aMo, l’Agenzia per la mobilità di Modena, richiede ancora chiarezza e un aggiornamento puntuale sul recupero delle somme. Nel corso dell’assemblea dei soci è stato fatto il punto sulle risorse recuperate: circa 100 mila euro, tra somme ottenute attraverso accordi transattivi con due ex amministratori e importi recuperati mediante azioni di pignoramento nei confronti dell’ex dipendente indagata. Risultano inoltre in corso ulteriori procedure di recupero. Ritieniamo necessario che i cittadini possano conoscere con precisione lo stato della situazione: quanto è stato effettivamente recuperato, quali somme restano da recuperare e quali iniziative saranno intraprese per tutelare il patrimonio dell’Agenzia'. Così, in una nota Patto per il Nord di Modena.
'Quando si parla di risorse pubbliche, la trasparenza deve essere una priorità. Non basta sapere che sono state avviate procedure di recupero: occorre conoscere i risultati raggiunti, gli obiettivi ancora da conseguire e i tempi previsti per arrivare, per quanto possibile, al recupero integrale delle somme. Nel corso dell’assemblea sono state inoltre illustrate modifiche organizzative e nuove misure di controllo, tra cui l’introduzione della doppia firma per i bonifici e il potenziamento dei controlli incrociati.
Si tratta di interventi che dovranno dimostrare nel tempo la loro efficacia nel prevenire anomalie e garantire una gestione più sicura delle risorse. Chiediamo pertanto che venga reso disponibile un aggiornamento pubblico sul recupero delle somme, sulle azioni legali ancora in corso e sulle procedure di controllo introdotte, affinché sia possibile valutare concretamente i risultati ottenuti. È fondamentale, inoltre, mantenere distinti i profili penali, le eventuali responsabilità amministrative e le azioni di recupero economico: questioni diverse, da affrontare sulla base degli atti e senza anticipare valutazioni che spettano alle autorità competenti' - chiude Patto per il Nord.

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