Il blocco delle merci creato dai lavoratori in protesta da mesi nel piazzale Castelfrigo capitanato dalla CGIL continua e ha avuto oggi momenti di tensione, quando è giunta notizia dell'arrivo dei gruppi specializzati della Polizia per sgomberare il presidio fisso. Ipotesi scongiurata in attesa dell'esito di un incontro tra la proprietà ed il Prefetto, Maria Patrizia Paba. Obiettivo primario e dichiarato dalla Prefettura è 'riportare il confronto in atto in un ambito di legalità con l'impegno e la disponibilità di tutte le parti coinvolte' . Di fronte all'ammissione della proprietà di avere avviato l'assunzione a tempo determinato di dieci unità attraverso un'agenzia di lavoro interinale , sei delle quali già individuate, il Prefetto ha chiesto ed ottenuto che i rimanenti 4 nuovi assunti siano scelti tra coloro che dal primo gennaio del 2018 non hanno visto rinnovato il proprio contratto di lavoro.
E di fronte al permanere del blocco delle merci disposto dai lavoratori e dei sindacalisti della Flai-CGIL davanti al cancello dello stabilimento di Castelnuovo Rangone, dove dalla tarda mattinata era giunta voce di un imminente sgombero forzato da parte della Polizia, è intervenuto il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che ribadisce le responsabilità della proprietà ma sottolinea che 'nessuno
'In questo momento - ha concluso Bonaccini in una nota - ogni azione fuori da questo schema produrrebbe solo effetti negativi, in primis alla stessa Castelfrigo la cui legittima esigenza di incrementare l’occupazione può essere soddisfatta ampiamente all’interno dell’accordo sottoscritto, per il settore delle carni già fortemente coinvolto e per il territorio e le comunità che da tempo stanno vivendo le ricadute delle continue tensioni sociali'
Appello alla moderazione anche dal segretario provinciale del PD Davide Fava: 'La vertenza Castelfrigo sta purtroppo diventando un terreno di scontro tra personalismi, che travalicano la tutela dei lavoratori e dello stesso comparto della lavorazione delle carni. Discriminare lavoratori sulla base della loro appartenenza sindacale come alzare i toni dello scontro oltre i limiti della normale interazione aziendale non può essere giustificato o giustificabile.
Se si vuol trovare una soluzione al problema Castelfrigo, e più in generale al tema delle cooperative spurie del distretto di Castelnuovo Rangone, occorrono, oggi più che mai, moderazione, buon senso e disponibilità a risolvere i problemi. Se così non è, non esiste alcuna sponda politica o tavolo istituzionale che possa garantire la ridefinizione delle regole del gioco e la tutela dell’intero comparto produttivo. E’ tempo dell’assunzione di responsabilità ed è tempo che l’azienda smetta di cercare lo scontro a tutti i costi, fomentando posizioni oltranziste nelle controparti. E’ tempo di chiedersi come risolvere i problemi, non come accentuarli”.


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