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Celloni: 'Negozi etnici zona Tempio, situazione non sostenibile'

Celloni: 'Negozi etnici zona Tempio, situazione non sostenibile'

'Il caso del negozio etnico aperto in via Piave senza autorizzazione per vendere merce irregolare ed insicura non deve ripetersi'


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'Il caso del negozio etnico aperto in via Piave senza autorizzazione per vendere merce irregolare ed insicura non deve ripetersi. Degrado, illegalità, rischio sanitario e di igiene pubblica non possono essere legittimati in nessuna area della città e tanto più in una zona che per i turisti che giungono in visita al Museo Ferrari rappresenta un biglietto da visita. Nemmeno per un giorno, figuriamoci per mesi, come è accaduto'. Così in una nota il candidato sindaco di Gol Sergio Celloni.
'Non è possibile che aree così centrali e così frequentate possano ancora verificarsi casi simili, dove negozi aprono senza autorizzazione per poterlo fare e operano per tempo al di fuori di ogni norma e regolamento, e rispetto della legge. Non è possibile che ci siano negozi che rispettano la legge e pagano le tasse, multati per uno zerbino marchiato con il proprio nome e negozi fuorilegge per mesi. Già 8 anni fa, in occasione degli interventi con incentivi all'apertura di nuovi esercizi e la riqualificazione di quelli esistenti, dissi che le misure non potevano funzionare senza garantire le condizioni di sicurezza necessarie. Avevo ragione. Ma a questa va aggiunta l'irresponsabilità politica di chi ha amministrato la città e non ha fatto nulla per evitare che degrado e illegalità legati ai negozi etnici, dilagassero.
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E oggi ci ritroviamo che al posto di negozi che promuovono ai turisti aceto balsamico, grana e gadget Ferrari, offrono carne scaduta e merce clandestina. Incredibile - continua Celloni -. E' stato tolto anche il poliziotto (ex vigile), di quartiere, anche in una zona così importante e critica come quella Tempio-stazione. E' tempo di ripristinare un controllo capillare costante e pressante da parte dell'amministrazione comunale di tutti questi negozi che spuntano come funghi, abbruttiscono e rendono pericolosa la nostra città. Con il poliziotto di quartiere quel negozio magari avrebbe potuto aprire facendosi beffa della legge, ma avrebbe chiuso dopo un giorno. Queste sono le certezze dei controlli e della pena che l'attuale amministrazione ha abbandonato e che se governassimo la città, non tarderemmo a ripristinare'.
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