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Cgil: Landini sarà il nuovo segretario e Colla il vice

Cgil: Landini sarà il nuovo segretario e Colla il vice

Una spartizione di poltrone per evitare la spaccatura nel dopo Camusso. L'accordo nella notte


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Entrata divisa al congresso di Bari, la Cgil dell'Emilia-Romagna si avvia ad uscirne ritrovando non uno ma due suoi dirigenti di primo piano ai vertici del sindacato 'rosso'. Infatti, dal capoluogo pugliese arriva la notizia di un accordo per eleggere Maurizio Landini a successore di Susanna Camusso, ma con Vincenzo Colla come vice.

L'intesa dovrebbe condurre a una segreteria con 10 componenti di cui tre che fanno capo a Colla (oltre allo stesso ex segretario della Cgil dell'Emilia-Romagna, ci sarebbero l'attuale segretario confederale Roberto Ghiselli e la new entry Emilio Miceli, segretario Filctem, fin dall'inizio delle schermaglie congressuali schierata pro Colla come lo Spi). E dunque Landini, ex numero uno della Fiom dell'Emilia-Romagna ma anche leader nazionale delle tute blu, si appresta a raccogliere il testimone di Camusso che lo aveva indicato come erede. Poi pero' era emersa la candidatura di Colla, emiliano come Landini, innescando non poche tensioni.

Robusti attriti c'erano stati in Emilia-Romagna tra tute blu e pensionati e, soprattutto, dal palco del congresso regionale della Fiom era infatti partito un duro richiamo al segretario Cgil dell'Emilia-Romagna, Luigi Giove. Tanto che, piu' di un osservatore interno al sindacato, gia' profetizzava tempi non semplici per Giove se Landini fosse riuscito a spuntarla nella conta di Bari.
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Ma, a quanto pare, i timori di una clamorosa divisione vengono scongiurati. Dopo un percorso pressoche' unitario appariva 'incomprensibile', ha detto ieri Camusso, una divisione interna. Tra l'altro, nei corridoi, si temeva soprattutto il 'danno di immagine' verso l'estero se ci fosse stata una spaccatura o un clamoroso ribaltone rispetto alla indicazione di Camusso pro Landini.

Proprio mentre il sindacato si avvia a mostrare i muscoli con il Governo gialloverde, la mancata elezione di Landini a leader nazionale si temeva potesse essere vista come l'ennesimo gioco di palazzo anche dentro la Cgil e particolarmente indigesto per la base che si aspetta un leader 'di popolo'. Una divisione 'non se la meritano gli iscritti', ammoniva ieri Camusso. E sempre ieri, su Facebook, il segretario della Fiom dell'Emilia-Romagna, Bruno Papignani, sottolineava: 'Quello di Susanna Camusso mi e' sembrato un contributo notevole, l'ho trovata interessante e precisa e, tutto sono, ma non ipocrita. Durissima e condivisibile sui problemi interni per la guida della Cgil, spero che una parte dei nostri emiliani-romagnoli rifletta, dovrebbero prendersi autonomia e facolta' per farlo'.

Oggi a Bari dovrebbe riunirsi la commissione elettorale e suggellare l'accordo; fosse confermato, si dovrebbe votare l'assemblea generale con una lista unica e non due contrapposte come sembrava fino a ieri sera.
Un'altra indiscrezione dice che a Landini mancherebbero due anni alla pensione e potrebbe quindi guidare fino ad allora la Cgil e poi passare la mano. E' sicuramente atteso al varco dopo l'epoca della suggestione Unions in cui sembrava a un passo dal guidare un movimento anti-Pd e in cui era molto in primo piano nel dibattito nazionale.
Entrato nella segreteria di Camusso, ha seguito alcune partite importanti, ma con minore esposizione, si dice per non alimentare troppe tensioni sulla sua proieizione al vertice nazionale. Il ticket Landini-Colla viene intanto salutato con i 'finalmente' di quanti temevano la spaccatura e soprattutto celebrato sulle pagine social nate a sostegno della elezione dell'ex segretario Fiom a leader Cgil. In un secondo momento si potrebbe aggiungere una donna vice-segretaria, Gianna Fracassi anche per un bilanciamento di genere nel gruppo dirigente.
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