'Non è possibile sapere con esattezza quanti cittadini si sono complessivamente rivolti al presidio, in quanto non viene tenuto un brogliaccio di tutti gli accessi e di tutte quelle richieste che rivestono carattere di informazione/indicazione. Sono invece registrate le richieste sfociate in attività di Polizia locale: dallo scorso dicembre a giugno di quest’anno in una decina di casi le richieste dei cittadini hanno dato luogo a specifiche attività di Polizia locale, di cui sette attività di Polizia giudiziaria. Tra queste ci sono interventi per una rissa, per un minore che si era perso e che è stato riaffidato ai genitori, per attivare l’accoglienza per un minore straniero non accompagnato, per una persona in stato di alterazione alcolica divenuta aggressiva e per un tentato scippo, mentre il pulsante di Sos è stato utilizzato un paio di volte, per errore e per una richiesta di informazioni' - ha fatto sapere l'assessore.
In replica, il capogruppo di Fdi Luca Negrini ha affermato che il presidio di piazza Matteotti 'funziona benissimo come punto informativo ma non come presidio di sicurezza attivo, come dimostrano anche i numeri citati nella risposta'.
'I dati che sono emersi dall’assessore evidenziando il fallimento del progetto voluto dalla passata amministrazione solo per una questione prettamente elettorale. Rimaniamo interdetti sulla non presenza di un registro che faccia in modo che si possa monitorare la situazione del presidio. Siamo convinti che la sicurezza non si possa fare a fasce orarie con agenti obbligati a rimanere all’interno di quella che è un’edicola e che per le modifiche apportate è costata ai modenesi più di 70.000 euro di fondi pubblici. Ricordiamo inoltre, ed è sotto gli occhi di tutti, che piazza Matteotti tuttora, come tanti altri punti del centro storico e della città tutta, versa in stato di degrado e insicurezza - ha detto Negrini -.



