Se tutti vedono l'imperatore vestito, forse davvero i vestiti li indossa e l'impura nudità sta solo negli occhi dell'eretico (per usare una parola cara nientemeno che a don Ciotti) che guarda. Forse davvero non c'è nulla di male in quello che chiamiamo Sistema Modena. Nelle nomine a senso unico, negli appalti vinti sempre (o quasi) dalle stesse aziende, nelle belle parole usate come slogan, ma che tradiscono la realtà. Forse è giusto così. E' così che deve andare, non c'è nemmeno da stupirsi.
Eppure è possibile chiudere un attimo gli occhi e immaginare una realtà diversa.
Una realtà nella quale i presidenti o i consiglieri della società pubbliche non vengono scelti, nonostante le nomine siano formalmente di competenza del sindaco, in base al loro grado di fedeltà all''imperatore' (si pensi ai vari Andreana, Bulgarelli, Basile, Barbolini...) ma in base a competenze e a curriculum che nulla hanno a che fare con calcetti e amicizie varie.
Una realtà nella quale quando viene pubblicato un bando pubblico (in edizilia, nel sociale, nei servizi...) non si sappia già con certezza chi sarà il vincitore.
Indipendentemente da chi parteciperà alla gara.Una realtà nella quale, parlando di urbanistica, saldo zero non significa costruire 550 case su un terreno vergine e 'società inclusiva' non significa punire (o spostare ad altro incarico) chiunque osi porsi in contrapposizione rispetto al potere.
Una realtà nella quale la 'banca del territorio' non si permette di perdere oltre 40 milioni in un progetto di riqualificazione (almeno questi sono i conti che gravano sulle finanze Bper nel caso-Manifattura) e contemporaneamente di rifiutare il credito a un'azienda in difficoltà o il mutuo a una giovane coppia.
Una realtà dove le associazioni sedicenti anti-mafia si guardano bene dall'intrecciare qualsivoglia rapporto con una parte politica. Ma restano terze e libere, LIBERE, di porre domande, dubbi, questioni di opportunità anche su un dirigente comunale di una amministrazione 'amica'.
Chiudendo forte gli occhi è anche possibile immaginare associazioni di categoria libere di esprimere pareri sull'operato dell'amministrazione perchè governate da uomini e donne che non debbono nulla all''imperatore'. E stringendoli fino a sentire male alle palpebre è quasi possibile sognare un potere che non solo non ostacola, ma sostiene davvero una 'informazione libera' perchè sa, utilitaristicamente, che alla lunga ne ha solo da guadagnare. Un potere che sta al fianco degli editori, non li tenta con lusinghe o minacce.
Ma è così strano immaginare questo?
Giuseppe Leonelli



