E' iniziato il rush finale in vista delle primarie del 30 aprile. In Emilia-Romagna e' quasi tutto pronto per la conta nei gazebo, anche se la vittoria larghissima di Renzi tra gli iscritti ha probabilmente tolto un po' di pathos all'evento. Gli elettori Pd (sono poco meno di 310.000 quelli iscritti all'albo) potranno manifestare le loro preferenze in 803 seggi sparsi in tutta la Regione. L'Emilia-Romagna e' stata divisa per l'occasione in 14 collegi, praticamente coincidenti con le 11 federazioni a cui si aggiunge un secondo collegio in quelle piu' grandi, Bologna,
Modena e Reggio. Saranno circa 6.000 i volontari che verranno impiegati nei gazebo nell'arco della giornata (si vota dalle 8 alle 20). Nella scheda i simpatizzanti democratici, che dovranno versare i consueti due euro per votare, potranno indicare sia il candidato segretario sia la loro preferenza nelle liste collegate per il rinnovo dell'assemblea nazionale: per i delegati dell'Emilia-Romagna ci sono 89 posti, cosi' come nel 2013. Il 30 aprile sono chiamati al voto anche i ragazzi di almeno 16 anni, i cittadini stranieri residenti e gli studenti e i lavoratori fuorisede: queste categorie dovranno pre-registrarsi entro le 12 del 27 aprile rivolgendosi alla federazione Pd locale attraverso il sito nazionale delle primarie.
Le correnti Renzi al 60,27%, Orlando al 38,54% ed Emiliano all'1,19%.
Erano stati questi i numeri del voto congressuale nei circoli Pd di Modena. Eppure in provincia la lista di 'big' con Orlando è lunga: gli assessori comunali
Giulio Guerzoni,
Anna Maria Vandelli e
Giuliana Urbelli, i parlamentari
Davide Baruffi e
Stefano Vaccari e i consiglieri regionali
Luca Sabattini e
Luciana Serri. Chi ha deciso al fotofinish di sostenere l'ex premier è il sindaco di Modena
Gian Carlo Muzzarelli: lo ha fatto venti giorni fa durante il congresso nell'ultimo circolo modenese, nella sua Savignano. Con Renzi ovviamente tutta la compagine dei richettiani (su tutti l'assessore
Ludovica Ferrari),
Stefano Bonaccini e i malettiani (in primis
Giuseppe Boschini).
Il merito Dal punto di vista del merito della merito della mozione congressuale la principale differenza tra i seguaci dell'ex premier e quelli del ministro della Giustizia sta nel rapporto con gli alleati (Renzi chiude ai bersaniani, Orlando no) e nella distinzione tra il ruolo di segretario Pd e candidato primo ministro (per Renzi le due figure devono coincidere per Orlando no).