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'Corte dei Conti su Aimag: palesi le colpe del centrosinistra e la vigliaccheria del centrodestra'

'Corte dei Conti su Aimag: palesi le colpe del centrosinistra e la vigliaccheria del centrodestra'

Bruno Rinaldi: 'Quando si deve difendere i cittadini da una privatizzazione mascherata, stare zitti significa schierarsi con chi toglie sovranità al pubblico'


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'Questa sentenza della Corte dei Conti mette a nudo, senza possibilità di fraintendimenti, l’ennesima manovra politica che nulla aveva a che fare con la tutela del bene comune e tutto con la solita sudditanza a logiche di potere e di cassa. È bene dirlo chiaro: il matrimonio Hera-Aimag non era un’operazione “necessaria” né “strategica”, ma un atto che avrebbe svenduto il controllo pubblico dell’acqua, un bene essenziale, consegnandolo di fatto al socio privato, con l’aggravante di farlo attraverso una governance costruita apposta per togliere potere agli enti locali e, quindi, ai cittadini'. A parlare è Bruno Rinaldi segretario provinciale di Popolo e Libertà.
'In questo disegno, il Partito Democratico modenese e provinciale porta la responsabilità maggiore. Sono stati loro a spingere con insistenza per un’operazione che oggi viene bollata come illegittima, distorta e in piena deviazione rispetto al Testo unico sulle partecipate. Hanno provato a venderla come una scelta di modernità, come un “rafforzamento delle partnership”, quando in realtà non è stato nemmeno valutato un partner alternativo a Hera: la partita era già decisa, scritta nei corridoi del potere, non nelle assemblee dei cittadini'.
'A questo si aggiunge il silenzio assordante, e peggio ancora imbarazzato, di una parte del centrodestra.
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Un silenzio che sa di complicità o, nel migliore dei casi, di vigliaccheria politica. Perché quando si tratta di difendere i cittadini da una privatizzazione mascherata, stare zitti significa schierarsi con chi toglie sovranità al pubblico e la consegna alle logiche di profitto. Chi ha appoggiato questo disegno oggi dovrebbe chiedere scusa, perché la Corte dei Conti ha sancito con nettezza quello che tanti cittadini, comitati e amministratori critici avevano già denunciato: si stava tentando di togliere di mano ai comuni un patrimonio pubblico costruito in decenni, per trasformarlo nell’ennesimo bancomat di Hera - chiude Rinaldi -. Il risultato è che il Pd provinciale ne esce a pezzi, screditato e delegittimato, e con esso quella parte del ceto politico che ha preferito chinare la testa piuttosto che difendere la propria comunità. E non basteranno ora i comunicati di circostanza per nascondere la verità: hanno provato a consegnare l’acqua, la nostra acqua, a un privato. E sono stati fermati'.
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