E quei canti, quella marea di persone festanti, capaci di dimenticare i problemi di una vita davanti a un gol, capaci di commuoversi per un rigore sbagliato, sembrano aver cancellato definitivamente i lunghi mesi della pandemia. Nessuno (o quasi) osa criticare questo catartico rito di massa, nessuno (a parte qualche temerario anziano virologo) sembra paventare rischi per questi scomposti assembramenti smascherati. Nessuno, tantomeno, osa chiedere alla folla un pass vaccinale per potersi esibire in cotanti arditi amplessi. Altro che obbligo, altro che termoscanner. Le forze dell'ordine osservano senza discutere. Anzi, chi alza il dito, viene pure zittito al grido di 'basta polemizzare su tutto' dagli stessi che fino a ieri gridavano a ogni coraggioso e solitario passante 'stai a casa!!!'.
Tutto, in nome del calcio, è ben accetto. Finanche il premier Draghi, dopo aver ipotizzato timidamente un cambio di location per la finale europea, si è arreso e ha accettato in silenzio che Wembley, nella Gran Bretagna funestata alla variante Delta, sia teatro della sfida decisiva Italia-Inghilterra.
Insomma, dopo mesi di allarme e di lockdown, dopo le multe ai pericolosi no mask al pascolo da soli nei parchi, ora la politica e le istituzioni sembrano aver cambiato rotta e - con ottimismo - benedicono la nuova stagione dei protagonisti delle piazze 'senza paura'.
Una svolta politica assolutamente legittima, se non fosse che accanto a questa benedizione, corre in paralello una simmetrica maledizione. Sì, perchè i futuri 'maledetti' sull'altare della lotta alla pandemia sono già stati individuati. Sono i non vaccinati e, in particolare, gli alunni minorenni non vaccinati.
Verso costoro nessuno sconto.
L'assessore regionale Donini ha annunciato proprio in questi giorni che - a suo parere - solo i bimbi vaccinati potranno evitare la Dad e - ovviamente - i virologi si sono affrettati a dargli ragione. Per i bambini, da sempre senza voce, nè elettorale nè economica nè sociale, controlli rigidissimi, per i protagonisti dei caroselli nessun controllo e nessuna invettiva. I miracoli del calcio, nuovo oppio dei popoli. Notti magiche, appunto.
Insomma, maledette lezioni in classe e bendette piazze in festa. Perchè l'importante in ogni guerra che si rispetti è avere un nemico.
Giuseppe Leonelli



