'Siamo partiti dalle serrature di sicurezza negli alloggi, dalle inferriate alle finestre, passati attraverso la chiusura di tanti negozi, per paura di essere rapinati o peggio, addirittura per arrivare a temere della nostra incolumità ogni qual volta si debba uscire di casa. Mi dicono che alcune parrucchiere del centro storico hanno abbassato le serrande per sempre perché le loro anziane clienti hanno paura a uscire - continua la Modena -. E ogni giorno ci viene sottratto qualche cosa, ma le richieste accorate di aiuto da più parti sollevate non trovano ascolto. A quelle delle madri incavolate, in ansia per l’incolumità dei loro figli, viene risposto con la grande trovata di confinarli in una riserva indiana, la Tenda. Ma la libertà è vita, e si trova fuori dalle riserve indiane ed è lì che i modenesi hanno diritto di vivere, è quello lo spazio da liberare. Sono i balordi, delinquenti, provocatori, spacciatori, bande, di cui ci si deve sbarazzare, che vanno confinati, non in una tenda, ma nelle patrie galere.
Ora cari compagni avete l’esempio di Reggio Emilia da seguire. L’esercito non è più un tabù se serve a “liberare” i territori, potete incominciare a pensarci se non sia il caso di richiederne l’utilizzo anche in certe zone di Modena, senza per questo che venga turbato il vostro buonismo ideologico verso chi soffre, perché a forza di aspettare i sofferenti, oggi, li avete fatti diventare i cittadini modenesi. Reggio Emilia mi sembra abbia preso il toro per le corna. Sindaco Mezzetti, assessore Camporota e prefetto Triolo ora tocca voi.



