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Demolizione ex Arbe grafiche, i 5 Stelle ammettono: 'Dovevamo votare no'

Demolizione ex Arbe grafiche, i 5 Stelle ammettono: 'Dovevamo votare no'

'Il 19 maggio 2016, il M5S Modena opt? per un voto di astensione. Nella valutazione che port? a quella decisione furono trascurati alcuni aspetti che emergono con la recente dichiarazione dell'assessora all'urbanistica Annamaria Vandelli e che ci avrebbero portato a un voto contrario'


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'Sulla demolizione dell’ex Arbe Grafiche di Vinicio Vecchi per far posto a una struttura commerciale, stabilita con provvedimento approvato dal Consiglio Comunale del 19 maggio 2016, il M5S Modena optò per un voto di astensione. Nella valutazione che portò a quella decisione furono trascurati alcuni aspetti che emergono con la recente dichiarazione dell’assessora all’urbanistica Annamaria Vandelli e che ci avrebbero portato a un voto contrario'.
Così i 5 Stelle modenesi fanno un mea culpa rispetto alla demolizione dell'Arbe Grafiche
 
'Non è possibile cambiare il passato ma è opportuno oggi rigettare certe affermazioni, come quella della suddetta assessora Vandelli riportata su Il Resto del Carlino domenica 17 settembre: «Non c’era un vincolo su quella fabbrica. Non potevamo giuridicamente impedirlo. Abbiamo chiesto alla soprintendenza una valutazione di interesse. Insomma, ci siamo mossi nel pieno rispetto delle regole». L’area era soggetta a piano particolareggiato e in quel luogo si poteva - e si doveva - introdurre e agevolare misure conservative. È un preciso conferimento insito e basilare della pianificazione urbanistica. E’ una prelazione che non è stata praticata dall’ente locale, invece si sono cercate giustificazioni nel regime proprietario ed in supposte superiori competenze statali.
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E per la cronaca il responso della soprintendenza interpellata arrivò ad abbattimento delle Arbe Grafiche avvenuto - affermano i 5 Stelle modenesi - L’Amministrazione poteva imporre il vincolo conservativo sull’edificio anche se privato, in quanto di riconosciuta qualità e di valore storico e culturale, e catalogato dall’Istituto beni culturali della Regione come una delle opere architettoniche più significative del secondo dopoguerra nonché oggetto di numerose pubblicazioni e ricerche e documentazione sulla storia urbana dello stesso Comune. La tutela per il caso in questione e per situazioni identiche è obbligatoria e un dovere. L’Amministrazione l’anno scorso, considerando le motivazioni della deroga discrezionale, avrebbe potuto decidersi per la linea dell’esonero dal vincolo di piano attuativo e consentire l’intervento diretto, oltre a una differente destinazione d’uso, stabilendo la condizione della conservazione dell’edificio. Non l’ha fatto. Punto'.
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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