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Distribuzione in centro in bicicletta, slogan ecologici ma i mezzi inquinanti rimangono

Distribuzione in centro in bicicletta, slogan ecologici ma i mezzi inquinanti rimangono

Infatti se il progetto dello scalo merci ciclo-logistico è ovviamente ecologico e positivo, vediamo ancora oggi tanti mezzi inquinanti circolare in centro storico e ai quali dovrebbe essere, gradualmente, precluso l'accesso in città


2 minuti di lettura

Consegna una media di 150-200 colli al mese in centro storico per alcuni corrieri minori, fa stoccaggio e movimentazione, smista merci per conto di alcuni commercianti del Mercato Albinelli. Sono le principali attività che oggi svolge lo scalo merci ciclologistico realizzato da Italian bike messenger in viale Monte Kosica, uno dei progetti premiati lo scorso novembre e finanziato con 13mila euro nell’ambito del concorso di idee promosso dall’Aess, l’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile, di cui il Comune di Modena è socio fondatore. Lo scalo merci ciclologistico è un polo di interscambio raggiungibile dai furgoni dei corrieri per scaricare la merce che viene poi consegnata in centro storico e dintorni con bici da carico, evitando inquinamento e rumore. All’interno dell’area di parcheggio a ridosso di viale Monte Kosica, presenta anche un’area di sosta dedicata che facilita le operazioni di carico/scarico.

Bene il progetto voluto dal Comune, e bene l'investimento pubblico (anche se 13mila euro sono ovviamente una somma poco più che simbolica), ma al di là degli slogan i quantittavi trasportati sulle due ruote (150-200 colli al mese equivalgono alle consegne che mediamente in un giorno trasporta un corriere)  sono una piccolissima percentuale sulla complessiva movimentazione nel centro città.

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E allora se davvero si vuole arrivare ad una distribuzione delle merci  ad impatto ambientale zero è opportuno, dopo tanti anni di chiacchiere improduttive, che il sistema sia ripensato nella sua complessità. 

Per rivederlo occorrono scelte coraggiose da parte degli amministratori. E' necesario dialogare con le associazioni di rappresentanza e con chi in centro storico ci abita e soprattutto con chi ci lavora. La sintesi dovrebbe già essere a portata di mano anche se probabilmente le scelte conseguenti potrebbero scontentare qualcuno. Ormai gli esempi virtuosi sono molteplici in diverse città d'Italia da Vicenza a Brescia. Modena dovrebbe porsi in un breve-medio termine questo obiettivo.  ll nuovo volto della logistica passa attraverso l’ecosostenibilità e attraverso operatori sempre più attenti all’ambiente e impegnati a promuovere consegne delle merci a emissioni zero e ad una amminintrazione pubblica che promuova e incentivi tali percorsi.

Invece basta fare un giro in centro per constatare direttamente quanto ancora siamo lontano da questo obiettivo: corrieri che utilizzano mezzi Euro 2 o 3, commercianti che fanno altrettanto servendosi di furgoncini datati e pure per la raccolta della nettezza urbana vengono utilizzati mezzi diesel come le nostre fotografie ben evidenziano, fatto che ci soprende maggiormante.

Insomma serve decidere una

volta per tutte come si pensa di riorganizzare la distribuzione urbana, sia per il trasporto in conto terzi che per quello in conto proprio.

Cinzia Franchini

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