'Nello stesso tempo siamo anche concentrati sul destino di Aimag: sapranno questi sindaci trovare la giusta via per il futuro di Aimag? Sapranno far tesoro degli errori commessi che li hanno portati a imboccare una via senza uscita? Sapranno evitare le inutili frasi “la materia è complessa”, “la colpa è di chi c’era prima”, “le difficoltà economiche”, “l’unica via possibile”... Se sapranno far tesoro, la gente scuserà la loro inesperienza e tutto quello che c’è da scusare. Se invece sentiremo le ripetute frasi stracotte vorrà dire che hanno perso un anno per niente, oltre ai soldi dei contribuenti spesi per i consulenti. E specialmente avranno perso quel po’ di fiducia che le persone avevano ancora in qualche politico. E il rammendo sarà peggiore dello strappo'.
'Serve uno scatto di sincerità, un ascolto reale, un sindaco deve utilizzare i consulenti non nascondersi dietro di loro, la visione politica spetta a lui, o lei ovviamente, i cittadini non hanno eletto i consulenti dietro cui accomodarsi. Succede che ora, dato che la vicenda si è parecchio infiammata, le persone chiedono, si informano, leggono, anche le persone che prima badavano meno a questo accordo. Ora ci badano. Leggendo le sconcertanti dichiarazioni del Presidente e del Direttore di Aimag (Paola Ruggiero e Gianluca Valentini) ci chiediamo: chi sta governando adesso Aimag? La proprietà pubblica, cioè i sindaci eletti, o il Direttore e i Consigli di Amministrazione di Hera e di Aimag? Costoro hanno concepito un piano che il parere della Corte dei Conti definisce impraticabile perché in contrasto con le leggi che regolano i Servizi Pubblici. Le motivazioni del rigetto non sono cavilli giuridici, ma pietre miliari sulla gestione della cosa pubblica; le contestazioni riguardano inadempimenti vari, mancanza di soluzioni alternative, piano di rafforzamento industriale connesso a circostanze aleatorie, assenza di gara adoppio oggetto, impiego di risorse pubbliche della collettività per favorire il fine di lucro del Socio privato.



