Articoli Politica

'Dopo il no della Corte dei Conti come si può lasciare a Ruggiero e Valentini il futuro di Aimag?'

'Dopo il no della Corte dei Conti come si può lasciare a Ruggiero e Valentini il futuro di Aimag?'

Comitato Aimag per il Territorio sul pronunciamento della Corte dei Conti: 'Ora la mano che ogni consigliere alza è la propria'


3 minuti di lettura

'Ecco fatto, la Corte dei Conti ha detto NO, l’accordo Aimag/Hera non si può fare così come è stato impostato. E lo ha detto con una precisione millimetrica, prendendo in esame tutti gli aspetti deliberati dai sindaci e lo ha detto in tempi brevi. Dimostrando ampiamente di “essere sul pezzo”, come si suol dire. Siamo contenti? Sì, siamo umanamente molto contenti, contenti del nostro lavoro, contenti di aver raggiunto migliaia di persone tramite internet (siamo anche moderni quando è ora) e contenti di aver trovato finalmente un luogo terzo che si esprime: la Corte dei Conti'. Così il Comitato Aimag per il Territorio sul pronunciamento della Corte dei Conti.
'Nello stesso tempo siamo anche concentrati sul destino di Aimag: sapranno questi sindaci trovare la giusta via per il futuro di Aimag? Sapranno far tesoro degli errori commessi che li hanno portati a imboccare una via senza uscita? Sapranno evitare le inutili frasi “la materia è complessa”, “la colpa è di chi c’era prima”, “le difficoltà economiche”, “l’unica via possibile”... Se sapranno far tesoro, la gente scuserà la loro inesperienza e tutto quello che c’è da scusare. Se invece sentiremo le ripetute frasi stracotte vorrà dire che hanno perso un anno per niente, oltre ai soldi dei contribuenti spesi per i consulenti.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
E specialmente avranno perso quel po’ di fiducia che le persone avevano ancora in qualche politico. E il rammendo sarà peggiore dello strappo'.

'Serve uno scatto di sincerità, un ascolto reale, un sindaco deve utilizzare i consulenti non nascondersi dietro di loro, la visione politica spetta a lui, o lei ovviamente, i cittadini non hanno eletto i consulenti dietro cui accomodarsi. Succede che ora, dato che la vicenda si è parecchio infiammata, le persone chiedono, si informano, leggono, anche le persone che prima badavano meno a questo accordo. Ora ci badano. Leggendo le sconcertanti dichiarazioni del Presidente e del Direttore di Aimag (Paola Ruggiero e Gianluca Valentini) ci chiediamo: chi sta governando adesso Aimag? La proprietà pubblica, cioè i sindaci eletti, o il Direttore e i Consigli di Amministrazione di Hera e di Aimag? Costoro hanno concepito un piano che il parere della Corte dei Conti definisce impraticabile perché in contrasto con le leggi che regolano i Servizi Pubblici. Le motivazioni del rigetto non sono cavilli giuridici, ma pietre miliari sulla gestione della cosa pubblica; le contestazioni riguardano inadempimenti vari, mancanza di soluzioni alternative, piano di rafforzamento industriale connesso a circostanze aleatorie, assenza di gara adoppio oggetto, impiego di risorse pubbliche della collettività per favorire il fine di lucro del Socio privato.
Il tutto in un contesto di illegittimità e di deviazione rispetto al Testo Unico dei Servizi Pubblici e a quanto chiarito dalla giurisprudenza. Come si può pensare di affidare a chi ha concepito questo Piano il futuro di Aimag? In chiusura invitiamo i sindaci a non chiudersi e a non sottrarsi al confronto per trovare insieme la miglior soluzione per Aimag, per i cittadini e per il territorio, noi siamo disponibili. Lo stesso discorso vale anche per i consiglieri comunali, non è un bene accomodarsi dietro al proprio sindaco, la mano che ogni consigliere alza è la propria. Ed è propria anche la responsabilità' - chiude il Comitato.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati