'Quello che ha detto Lavrov è aberrante. E per quanto riguarda la parte riferita a Hitler, è davvero oscena'. Queste le parole usate dal premier Mario Draghi commentando in conferenza stampa, dopo l'approvazione del decreto Aiuti, l’intervista al ministro degli Esteri russo Lavrov a Rete 4. 'L'Italia è un Paese dove c’è libertà di espressione, e il ministro Lavrov appartiene a un Paese dove non c’è libertà d’espressione. In Italia - ha aggiunto il premier - c’è libertà di esprimere le opinioni, anche quando sono palesemente false e aberranti. L'intervista in realtà è stato un comizio. Bisogna chiedersi se è accettabile. Non è granché professionalmente, fa venire in mente strane idee'.
'L’atteggiamento italiano sulla politica estera, sulla guerra in Ucraina e la lealtà agli alleati non è in discussione - ha poi detto Draghi sulla scelta di armare l'Ucraina -. Noi cerchiamo la pace, non abbiamo bisogno di riposizionare l’Italia, non c’è nessun appiattimento. Non c’è differenza tra le posizioni di Francia e Germania e quelle del nostro Paese circa l’invio d’armi: le armi sono state inviate da tutti i partner, non c’è bisogno di riposizionare niente e la nostra appartenenza alla sicurezza atlantica è scontata. Nessuno di noi vuole la guerra, un’escalation, questo è quello che dirò al presidente Biden, ma nessuno di noi vuole abbandonare l’Ucraina. Se l’Ucraina non riesce a difendersi avremo non una pace ma una sottomissione, la schiavitù di un Paese democratico, di un Paese sovrano'.
Draghi: 'Da Lavrov parole aberranti e oscene. Giusto armare l'Ucraina'
'Nessuno di noi vuole abbandonare l’Ucraina. Se l’Ucraina non riesce a difendersi avremo non una pace ma una sottomissione'
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