Nella prima, presentata da Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia, si chiedeva conto dell'impatto sociale e di ordine pubblico del centro diurno nella zona Sacca. In particolare, il consigliere ha chiesto se fosse stata effettuata una valutazione prima della sua apertura, se siano stati rilevati aumenti di episodi di degrado, bivacchi, vandalismi, furti o spaccio dall'apertura, quali forme di coinvolgimento dei residenti e dei comitati di zona si intendano attivare 'per ristabilire un clima di fiducia e trasparenza'.
La seconda, a firma Andrea Mazzi di Modena in ascolto e dedicata al funzionamento del Drop-in, chiedeva in particolare quante persone abbiano avuto accesso al centro e quali e quanti servizi siano stati loro forniti. È stato chiesto anche un dettaglio sui costi e sui contributi al suo funzionamento da parte di Comune e Ausl e quali sviluppi ci siano riguardo alla valutazione di un possibile spostamento del centro.
'L'allarme sociale generato dal centro diurno di via Benassi per l'Assessore è molto probabilmente, conseguenza del suo 'esserci': prima, quando il servizio era affidato a un camper con la modalità 'on the road', le persone che ne usufruivano non venivano viste, pur essendo ugualmente sotto gli occhi di tutti, anche più di oggi. Il luogo di ubicazione del Drop-in, infatti, è stato scelto sulla base delle presenze in strada delle persone con problematiche di dipendenza, già concentrate nella zona antistante la Stazione dei treni, per provare a gestire al meglio un problema preesistente. Anche qualora si ragionasse sul suo spostamento, le persone continuerebbero a sostare nei pressi della Stazione, così come succedeva prima della sua apertura'.
'Quando ancora il diurno non era aperto ma gli interventi venivano erogati da un camper ubicato nello stesso luogo dove oggi si trova il Drop-in, accedevano al servizio circa 40 persone tutti i giorni.
I dati di denunce e segnalazioni
Lato Polizia locale, i dati relativi alle aree del parco XXII Aprile e delle strade adiacenti alla sede del Drop-in sono stati suddivisi in due periodi storici: un anno prima dell'apertura (avvenuta il 17 marzo 2025) e un anno dopo, che coincide con il marzo di quest'anno. Tra il 2024 e il 2025, nelle aree di riferimento sono state registrate 19 denunce contro le 13 dell'anno successivo e le segnalazioni sono passate da 90 (di cui una quarantina per manutenzione del verde) a 70 nell'ultimo anno. Per quanto riguarda le azioni di monitoraggio, le attività pianificate dal marzo 2025 al marzo 2026 sono state complessivamente 286, di cui 230 nel parco XXII Aprile e 56 nella restante area.
Al Drop-in circa 30 persone al giorno con un costo di 24 euro a persona
Maletti ha poi spiegato che dall'apertura al marzo di quest'anno sono state accolte 110 persone, di cui 19 donne e 91 uomini. La media giornaliera è di 31 persone, contro le 35 che usufruivano dei servizi del camper nell'anno precedente l'apertura.
L'Ausl di Modena ha contrattualizzato una spesa forfettaria di 270mila euro per l'anno 2025 specificando che, essendo il servizio inserito nei Livelli essenziali di assistenza, è a carico del Fondo Sanitario.
La conferma dell'ubicazione in luogo ad alta frequentazione
Sul tema dell'ubicazione in via Benassi, 'la zona è stata scelta sulla base del fatto che un servizio a bassa soglia come questo deve essere collocato in un luogo ad alta frequenza di persone che ne possono usufruire, per favorirne l'accesso e conseguentemente l'aggancio; motivo per cui anche il camper era stato ubicato nel parcheggio della Stazione Porta Nord – ha detto la vicesindaca – Gli spazi attuali ci permettono di proseguire le attività di bassa soglia potendo tenere all'interno dello stabile persone per gran parte della giornata e, quindi, garantire sollievo dalla vita in strada attraverso il soddisfacimento dei bisogni primari. Ribadisco che la sede del Drop-in è stata individuata in quella zona per provare a gestire al meglio un problema già preesistente'.
Quanto ai servizi forniti dal Drop-in, che si configura come un Livello essenziale di assistenza garantito dal Servizio sanitario nazionale, si articolano su tre dimensioni integrate: 'Risposta ai bisogni primari, riduzione dei rischi e dei danni correlati al consumo di sostanze e accompagnamento ai percorsi di cura. Si tratta di interventi a bassa soglia finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita e dello stato di salute di persone in condizione di marginalità sociale e vulnerabilità sanitaria che non prevedono l'erogazione di farmaci né di sostanze psicoattive. A tutte le persone accolte vengono proposti in modo sistematico percorsi di valutazione, cura e riabilitazione, finalizzati ad intercettare la fase motivazionale e clinica più favorevole per l'avvio di un percorso terapeutico presso il Servizio per le dipendenze patologiche. La permanenza presso il centro rappresenta un fattore di protezione (soprattutto per le donne ed i più giovani), contribuendo alla riduzione del consumo compulsivo di sostanze e dei comportamenti a rischio ad esse correlati, in un'ottica di tutela della salute individuale e collettiva'.
Sul tema dei costi, la vicesindaca ha spiegato che l'Ausl di Modena ha contrattualizzato una spesa forfettaria di 270mila euro per l'anno 2025 specificando che, essendo il servizio inserito nei Livelli essenziali di assistenza, è a carico del Fondo Sanitario.
Per quanto riguarda il confronto con la cittadinanza, 'dall'apertura del servizio ho partecipato a diversi incontri con i cittadini, alla presenza del Presidente e di alcuni consiglieri del Quartiere 2, durante i quali l'Ausl e il gestore del servizio hanno relazionato sulle finalità del servizio, sugli utenti in carico e descritto gli interventi che vengono svolti all'interno, nonché i percorsi di cura e riabilitazione – ha detto il vicesindaco - Inoltre, sabato 18 aprile si è tenuto un incontro dedicato ai consiglieri comunali, prima presso il SerDp di via Nonantolana e poi al Drop-in di via Benassi per approfondire queste realtà. Ho ritenuto opportuno organizzare questa occasione per fornire loro un quadro informativo il più completo ed esaustivo possibile, in modo che possa essere più produttivo anche il dibattito sul tema. Partendo dalla consapevolezza che si tratta di un argomento particolarmente delicato perché riguarda il difficile bilanciamento dei diritti di cittadinanza sia dei residenti nella zona che delle persone con dipendenza. Considerata la positività dell'iniziativa e visto l'interesse di alcuni cittadini, stiamo pensando insieme al gestore e all'Ausl di organizzare alcuni eventi presso la sede del Drop-in aperti alla cittadinanza, per favorire la conoscenza e il contatto con questa realtà. Inoltre, sarei lieta di poter parlare della problematica delle dipendenze, della rete dei servizi e dell'ampia gamma degli interventi messi in campo durante una Commissione consigliare dedicata, alla presenza degli operatori e dei soggetti gestori', ha concluso Maletti.
Discussione rinviata dalla presentazione all'ultimo di due mozioni di PD e FDI e i cittadini, delusi, escono dall'aula
Alcuni residenti e rappresentanti del comitato Modena Merita di più, che si erano recati nell'aula consigliare per seguire risposta dell'assessore e dibattito, hanno allungato la loro attesa a seguito dalla lunga sospensione alla seduta decisa dal presidente a seguito dalla presentazione, all'ultimo minuto, di due mozioni presentate da Fratelli d'Italia e PD. Che hanno richiesto più di 40 minuti di attesa necessari per l'esame delle proposte. Documenti seguiti alla mozione presentata da Modena x Modena che già aveva motivato una prima sospensione della seduta. Una volta ripresa la seduta, dopo la seconda pausa, e ascoltata la lettura del documento del PD, i cittadini hanno deciso di abbandonare l'aula per protesta.
Nella foto, a destra, l'Assessore Maletti in consiglio comunale oggi e, a sinistra, un bivacco davanti al drop-in, sabato pomeriggio, poche ore dopo la visita dei consiglieri comunali



