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Emergenza 118 in montagna, Bettini e Platis (Fi) davanti al Policlinico: 'Così più rischi per cittadini e turisti'

Emergenza 118 in montagna, Bettini e Platis (Fi) davanti al Policlinico: 'Così più rischi per cittadini e turisti'

'Con la chiusura di Fanano è boom elisoccorso'. Sul caso il capogruppo Vignali depositerà una specifica interrogazione per chiedere il ripristino di un mezzo


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'I dati relativi agli interventi del servizio 118 nei comuni montani della provincia di Modena nei mesi di maggio–luglio 2025 raccolti dal capogruppo in Regione Pietro Vignali evidenziano una situazione preoccupante. Per gli interventi ordinari il sistema prevede come obiettivo un tempo di arrivo entro i 18 minuti, soglia che risulta invece frequentemente superata'. A fornire i dati oggi - nel corso di una conferenza stampa organizzata davanti al Policlinico di Modena - sono il vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Antonio Platis, e Maria Cristina Bettini.
Nel dettaglio, in base ai dati fornti da Forza Italia - gli interventi oltre il limite sono stati:
-maggio: 227 missioni su 596 totali (38,09%);
-giugno: 315 missioni su 714 totali (44,12%);
-luglio: 331 missioni su 805 totali (41,12%).
 

'Quasi un soccorso su due, quindi, non riesce a garantire una risposta tempestiva, con possibili conseguenze molto gravi nei casi tempo-dipendenti come infarti, ictus, traumi maggiori o arresti cardiaci. Il quadro è reso ancora più critico dall’aumento della domanda nel periodo estivo: tra maggio e luglio il numero totale degli interventi è cresciuto di oltre il 35%, incremento legato alla forte presenza di turisti e alla maggiore frequentazione delle aree montane. A fronte di questo aumento, l’organizzazione del servizio non appare adeguatamente rafforzata' - affermano Platis e Bettini.
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'Gli interventi che richiedono l’attivazione di mezzi di secondo livello – elicottero, automedica e mezzi di soccorso avanzato – sono quelli destinati alle situazioni clinicamente più complesse. Per queste missioni non è previsto il limite dei 18 minuti, ma le tempistiche risultano comunque molto lunghe'.
 

Il dettaglio degli invii per ciascun mezzo evidenzia con chiarezza l’entità del fenomeno:
-Elicottero: 12 missioni a maggio (tempo medio 44,3 min), 14 a giugno (51,6 min), 24 a luglio (46,7 min);
-Automedica di Fanano: 16 missioni a maggio (51,3 min), 13 a giugno (52,3 min), 1 sola missione a luglio (79,2 min);
-MSA-I: 14 missioni a maggio (26,4 min), 24 a giugno (40,5 min), 45 a luglio (36,3 min);
-MSA-M: 59 missioni a maggio (30,8 min), 78 a giugno (39,9 min), 106 a luglio (37,8 min);
-MSB: 50 missioni a maggio (30,0 min), 69 a giugno (37,7 min), 93 a luglio (32,9 min).
 

'Si tratta di ritardi che riguardano proprio i pazienti più gravi, quelli per i quali la rapidità di trattamento è decisiva per evitare esiti irreversibili. Dai dati emerge anche un altro elemento particolarmente significativo: da luglio, in coincidenza con la chiusura dell’automedica di Fanano, l’attività dell’elicottero è aumentata in modo marcato.
Le missioni dell’elisoccorso passano infatti da 14 a giugno a 24 a luglio, con un incremento di oltre il 70% in un solo mese. Questo spostamento di attività verso l’elicottero rappresenta il segnale evidente di un vuoto nell’assistenza territoriale: la mancanza di un mezzo medicalizzato di prossimità costringe a ricorrere a risorse più lontane e complesse, con tempi inevitabilmente più lunghi e costi maggiori per il sistema, proprio nel mese in cui la presenza turistica fa crescere drasticamente le richieste di aiuto. I numeri confermano quindi la fragilità strutturale del servizio di emergenza nei territori montani, dove distanze e viabilità rendono indispensabile una presenza sanitaria stabile e capillare. È necessario un piano straordinario che preveda la riattivazione e il potenziamento dei mezzi medicalizzati locali, basi territoriali adeguate e un rafforzamento estivo proporzionato all’afflusso turistico' - chiude Platis.
'E’ evidente – precisa Pietro Vignali, capogruppo FI in Regione - come l’encomiabile lavoro dei volontari e dei professionisti abbia permesso di garantire un servizio di alto livello ma non possono essere lasciati soli e così in pochi ad operare in una realtà di montagna complessa come quella modenese. Sulla situazione specifica presenterò una nuova interrogazione per incalzare l’Assessore Fabi a recuperare risorse per garantire una copertura più diffusa anche con il ripristino di un’automedica.
La sicurezza di residenti e visitatori non può essere considerata un fattore secondario: servono decisioni immediate per assicurare un servizio 118 realmente efficace e all’altezza dei bisogni della comunità'.
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