Nel dettaglio, in base ai dati fornti da Forza Italia - gli interventi oltre il limite sono stati:
-maggio: 227 missioni su 596 totali (38,09%);
-giugno: 315 missioni su 714 totali (44,12%);
-luglio: 331 missioni su 805 totali (41,12%).
'Quasi un soccorso su due, quindi, non riesce a garantire una risposta tempestiva, con possibili conseguenze molto gravi nei casi tempo-dipendenti come infarti, ictus, traumi maggiori o arresti cardiaci. Il quadro è reso ancora più critico dall’aumento della domanda nel periodo estivo: tra maggio e luglio il numero totale degli interventi è cresciuto di oltre il 35%, incremento legato alla forte presenza di turisti e alla maggiore frequentazione delle aree montane. A fronte di questo aumento, l’organizzazione del servizio non appare adeguatamente rafforzata' - affermano Platis e Bettini. 'Gli interventi che richiedono l’attivazione di mezzi di secondo livello – elicottero, automedica e mezzi di soccorso avanzato – sono quelli destinati alle situazioni clinicamente più complesse. Per queste missioni non è previsto il limite dei 18 minuti, ma le tempistiche risultano comunque molto lunghe'.
Il dettaglio degli invii per ciascun mezzo evidenzia con chiarezza l’entità del fenomeno:
-Elicottero: 12 missioni a maggio (tempo medio 44,3 min), 14 a giugno (51,6 min), 24 a luglio (46,7 min);
-Automedica di Fanano: 16 missioni a maggio (51,3 min), 13 a giugno (52,3 min), 1 sola missione a luglio (79,2 min);
-MSA-I: 14 missioni a maggio (26,4 min), 24 a giugno (40,5 min), 45 a luglio (36,3 min);
-MSA-M: 59 missioni a maggio (30,8 min), 78 a giugno (39,9 min), 106 a luglio (37,8 min);
-MSB: 50 missioni a maggio (30,0 min), 69 a giugno (37,7 min), 93 a luglio (32,9 min).
'Si tratta di ritardi che riguardano proprio i pazienti più gravi, quelli per i quali la rapidità di trattamento è decisiva per evitare esiti irreversibili. Dai dati emerge anche un altro elemento particolarmente significativo: da luglio, in coincidenza con la chiusura dell’automedica di Fanano, l’attività dell’elicottero è aumentata in modo marcato.
'E’ evidente – precisa Pietro Vignali, capogruppo FI in Regione - come l’encomiabile lavoro dei volontari e dei professionisti abbia permesso di garantire un servizio di alto livello ma non possono essere lasciati soli e così in pochi ad operare in una realtà di montagna complessa come quella modenese. Sulla situazione specifica presenterò una nuova interrogazione per incalzare l’Assessore Fabi a recuperare risorse per garantire una copertura più diffusa anche con il ripristino di un’automedica.


