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Scandalo Fondazione di Modena, da Platis segnalazione al Mef: 'Concentrazione abnorme di poteri in contrasto alla 231'

Scandalo Fondazione di Modena, da Platis segnalazione al Mef: 'Concentrazione abnorme di poteri in contrasto alla 231'

'Della vicenda ho informato anche la sottosegretaria al MEF, l'onorevole Sandra Savino: doveroso fare piena luce sull'ammanco milionario'


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'Ho formalmente depositato oggi una segnalazione alla Direzione IV – Sistema Bancario e Finanziario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, chiedendo l’attivazione dei poteri di vigilanza sulla Fondazione di Modena dopo l’ammanco di oltre un milione di euro protratto per sei anni. Nel documento ho evidenziato come, nonostante l’adozione del Modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, si sia verificata una concentrazione abnorme di poteri in capo a un unico soggetto – con accesso alla cassa, a cinque carte di credito e a sedici conti correnti – in apparente contrasto con il principio di separazione delle funzioni previsto dallo stesso modello'. A parlare è il vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Antonio Platis.
'Il direttore che autorizza un bonifico – esemplifica Platis - non può essere materialmente colui che poi lo dispone in banca. Questo principio base era perfino rispettato nell’altro grande e recente scandalo modenese, quello di Amo spa. Ho chiesto al Mef non solo di verificare l’effettiva attuazione del sistema dei controlli interni e il funzionamento dell’Organismo di vigilanza, ma anche – e questo è un punto centrale – di approfondire le modalità di recupero delle somme sottratte qualora il responsabile risultasse nullatenente, valutando le eventuali responsabilità di chi era titolare dei controlli'.
'È evidente che un ludopatico che giocato oltre un milione di euro verosimilmente si trovi nell’incapacità di poter rifondare il maltolto.
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Non può essere che a pagare sia soltanto la comunità modenese.
La questione non è solo giudiziaria, ma istituzionale e patrimoniale - continua Platis -. Le fondazioni bancarie gestiscono risorse che derivano storicamente dal risparmio dei cittadini e devono garantire standard di controllo assolutamente rigorosi. Della vicenda ho informato anche la sottosegretaria al MEF, l'onorevole Sandra Savino, e grazie all’interrogazione presentata ieri dal capogruppo Gasparri abbiamo accesi i riflettori nazionali su un caso che non può essere liquidato con superficialità. È doveroso fare piena luce su quanto accaduto e accertare se vi siano state carenze organizzative e di vigilanza'.

Il testo della segnalazione

Alla cortese attenzione della Dott.ssa Graziana Carmone
Direzione IV – Sistema Bancario e Finanziario – Affari Legali
Ufficio V
Ministero dell’Economia e delle Finanze
Oggetto: Segnalazione ai fini dell’esercizio dei poteri di vigilanza sulla Fondazione Modena a seguito di un ammanco di oltre 1milione di euro.
Il sottoscritto Antonio Platis, nella sua qualità di Vice Coordinatore regionale di Forza Italia, espone quanto segue.
Da notizie di stampa e da dichiarazioni pubbliche rese dai vertici della Fondazione di Modena, risulta che per un arco
temporale di sei anni si sarebbero verificati ammanchi sistematici per un importo superiore a un milione di euro, attraverso una pluralità di bonifici disposti dal responsabile dell’area finanziaria (oltre 800), senza che tali condotte siano state intercettate dai sistemi di controllo interno ma scoperte da un’indagine indipendente della Guardia di Finanza.

La circostanza appare di particolare gravità alla luce del fatto che la Fondazione risulta dotata di un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001, aggiornato nel 2023. Nel Modello stesso, tra i principi generali di controllo applicabili alle aree a rischio reato, è espressamente previsto il principio di separazione delle funzioni e dei poteri (capitolo 3.3), stabilendo che nessuno può gestire in autonomia un intero processo né essere dotato di poteri illimitati.
Tuttavia, dalle informazioni emerse, un unico soggetto avrebbe concentrato poteri particolarmente estesi: accesso diretto alla cassa, utilizzo di cinque carte di credito e operatività su sedici conti correnti. Tale concentrazione di poteri autorizzativi e dispositivi, in assenza di adeguati contrappesi e verifiche effettive, sembrerebbe porsi in evidente contrasto con i principi organizzativi e di controllo formalmente adottati dall’ente.
Alla luce di quanto sopra, si chiede formalmente se codesta Direzione:
1.
intenda verificare l’effettiva adeguatezza e concreta attuazione del Modello 231 adottato dalla Fondazione di Modena, con particolare riferimento alla gestione delle risorse finanziarie e al rispetto del principio di separazione delle funzioni;

2. possa attenzionare il funzionamento dell’Organismo di Vigilanza e dei flussi informativi interni previsti dal Modello;
3. valuti l’apertura di un fascicolo di vigilanza e l’eventuale invio di ispettori al fine di verificare l’assetto organizzativo, il sistema dei controlli interni e il riparto dei poteri autorizzativi e dispositivi;
4. voglia approfondire, nel caso in cui l’autore dell’attività illecita risulti nullatenente, le modalità di recupero della somma sottratta e le eventuali responsabilità della pluralità di soggetti titolari dei controlli.
Considerata la natura delle fondazioni di origine bancaria, che gestiscono patrimoni destinati al sostegno del territorio e a finalità di interesse generale, appare imprescindibile garantire la massima trasparenza, il pieno rispetto delle regole di governance e l’effettività dei presidi di controllo.
Confidando in un approfondito esame della presente segnalazione, si resta a disposizione per eventuali ulteriori elementi utili e si chiede di essere cortesemente informato delle risultanze.
Distinti saluti.
Antonio Platis
Vice Coordinatore regionale Forza Italia
Nella foto il presidente della Fondazione di Modena, Matteo Tiezzi, e il vicecoordinatore di Forza Italia, Antonio Platis
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