Il modello 231
Ma quali sono i meccanismi e le responsabilità di controllo interno che tecnicamente la Fondazione di Modena si è data?Come emerge dal sito della Fondazione stessa, l'ente 'si è dotato di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo atto a prevenire la commissione dei reati e degli illeciti previsti nel D.Lgs 231/01, e di un Codice Etico. A tale scopo la Fondazione si è dotata di un Organismo di Vigilanza che monitora l’attuazione del Modello fornendo periodica informativa al Consiglio di Amministrazione e demandato alla formulazione di eventuali proposte di modifica'.
I membri di tale organismo sono l'avvocato Giulio Garuti nelle vesti di presidente (lo stesso professionista chiamato peraltro a dipanare lo scandalo Amo dall'amministratore unico Andrea Bosi), la dottoressa Alessandra Gualandri (componente interno) e il dottor Stefano Zanardi (componente esterno). L’attuale versione del Modello e del Codice Etico è stata adottata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 16 febbraio 2021.
Ebbene, il Modello 231 adottato da palazzo Montecuccoli, interviene anche sulle modalità di controllo delle transazioni effettuate, in particolare al capitolo 3.3 sui 'principi generali di controllo in tutte le Aree a Rischio Reato'.

'In aggiunta ai controlli specifici descritti, la Fondazione ha implementato specifici controlli generali applicabili in tutte le Aree a Rischio Reato. Si tratta, nello specifico, dei seguenti controlli - si legge nel Modello - ogni operazione/transazione/azione deve essere giustificabile, verificabile, coerente e congruente; nessuno può gestire in autonomia un intero processo e può essere dotato di poteri illimitati; i poteri autorizzativi e di firma devono essere definiti in modo coerente con le responsabilità organizzative assegnate; l’insieme delle norme dell’ente deve essere coerente con l’operatività svolta ed il livello di complessità organizzativa e tale
Quindi, per il codice di autoregolamentazione della Fondazione stessa, 'nessuno può gestire in autonomia un intero processo e può essere dotato di poteri illimitati'. Parole che sembrano stonare con le dichiarazioni dei vertici che hanno addossato ogni responsabilità degli ammanchi e degli 807 bonifici illeciti su un solo dipendente, negando ogni responsabilità in termini di controlli.
Giuseppe Leonelli
Nella foto il presidente Matteo Tiezzi e l'avvocato Giulio Garuti



