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'Ammanco Fondazione, 800 bonifici in 6 anni, ma nessuna responsabilità interna'

'Ammanco Fondazione, 800 bonifici in 6 anni, ma nessuna responsabilità interna'

Il Presidente Tiezzi espone i risultati delle verifiche. Bonifici fraudolenti per 1,16 milioni di euro. 'Siamo di fronte ad un delinquente che utilizzava tecniche sofisticate. Fondazione parte lesa, faremo di tutto per recuperare i soldi. Se avessimo responsabilità dirette non saremo qui'


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'Quando i fatti sono gravi meritano parole chiare: un disonesto ha rubato. Un ex dipendente, che godeva della nostra piena fiducia, ha sottratto risorse della Fondazione e ha inferto un colpo a un patrimonio che appartiene alla comunità'. Parte forte con parole nette il presidente della Fondazione di Modena Matteo Tiezzi, parlando del dipendente con funzioni di responsabilità sospeso e poi licenziato, accusato di avere destinato fondi della fondazione verso conti privati, compreso quello del dipendente stesso. Per un ammontare che oggi viene definito dalla Fondazione in 1.162.810 euro. Ammanco certificato dalla KPMG società esterna incaricata dalla Fondazione di verificare la cifra sottratta, le modalità della sottrazione e, di fatto, l'operato della dirigenza e degli organismi di vigilanza e controllo interni alla Fondazione. Dichiarazioni emerse durante la conferenza stampa convocata questa volta presso il salone principale di Palazzo Montecuccoli, sede della Fondazione, in via Emilia Centro. Alla presenza anche del Direttore Generale Luigi Benedetti e della Vicepresidente della Fondazione Eleonora de Marco.


I numeri: 800 bonifici in 6 anni da 3 conti correnti della Fondazione 8 conti correnti esterni

Le verifiche hanno riguardato il periodo che va dal 1° gennaio 2019 al 31 ottobre 2025, 16 conti correnti, 5 carte di credito e debito e la cassa contanti, con controlli puntuali sulle movimentazioni in uscita.
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In tutto 10.819 le operazioni esaminate dalle quali è emerso che l’importo complessivo delle somme sottratte ammonta a 1.162.810 euro, riconducibili a 807 bonifici, distribuiti in tutto il periodo osservato, anche se con particolare 'intensità' e importi superiori nel 2024 e nel 2025. Soldi partiti da tre conti della fondazione sulla rosa di quelli su cui il dipendente aveva operatività, con un diverso grado di 'intensità'. Le somme sarebbero state indirizzate, oltre al conto del dipendente, sui conti di altri sette soggetti sui quali sono in corso indagini che non riguardano la Fondazione.
Sul come possa essere successo senza che nessuno all'interno della Fondazione se ne fosse accorto, sia il presidente Tiezzi sia il direttore Benedetti, hanno sottolineato due aspetti. La sofisticazione delle tecniche utilizzate dall'ex dipendente per commettere i reati e il basso importo di ogni singolo bonifico, capace di sfuggire ai controlli. La cifra distratta divisa per 800 bonifici fornisce una media di 1400 euro a bonifico.
'Sono stati impiegati artifici contabili e informatici complessi, con l’evidente finalità di rendere difficile l’individuazione delle operazioni.
Non siamo di fronte a un errore, ma a un’azione intenzionale e organizzata' - afferma Tiezzi che su nostra domanda aggiunge: 'Negli enti pubblici, così come in società private, chi lavora da dentro con conoscenza del sistema se ha intenzione fraudolente, può forare il sistema e tanto più quando si tratta di una somma seppur importante ma relativamente piccola rispetto a quelle movimentate in 5 anni'.

Le tempistiche e l’intervento della Fondazione

'L’ultima operazione di importo rilevante, effettuata a favore del conto personale dell’ex dipendente, risale al 13 ottobre 2025, il giorno precedente alla sospensione immediata del dipendente.. Questo dato dimostra che l’interruzione operativa è avvenuta non appena sono emersi gli elementi necessari'.
La fase successiva ha riguardato l’acquisizione delle fonti e l’analisi dei dati. Parte delle informazioni era già nella disponibilità della Fondazione, mentre altre erano soggette a vincoli di riservatezza e sono state utilizzate solo dopo il via libera dell’autorità giudiziaria. Nei primi giorni di novembre 2025, KPMG ha partecipato agli accertamenti tecnici non ripetibili presso la Guardia di Finanza. Il 20 novembre, la Guardia di Finanza ha consegnato alla Fondazione il materiale informatico sequestrato.
'Non sono giustificazioni – ha precisato Tiezzi – ma passaggi necessari per un lavoro rigoroso, che regga sul piano probatorio e tuteli l’azione investigativa'.
Il presidente ha ribadito che la responsabilità penale è esclusivamente dell’autore del reato.
L’ex dipendente è stato sospeso e poi licenziato, secondo quanto previsto dal contratto collettivo. La Fondazione ha presentato immediatamente istanza di sequestro delle somme sottratte, ottenendo il provvedimento da parte della Procura, e ha avviato le azioni necessarie per il recupero anche nei confronti dei destinatari delle movimentazioni illecite.

Responsabilità di altri soggetti interni alla Fondazione

'Le verifiche non hanno evidenziato coinvolgimenti diretti o indiretti di altri soggetti interni. È un punto fermo, tecnico e documentale, al quale tengo particolarmente', ha sottolineato Tiezzi.
'Quindi nessuna responsabilità accertata nemmeno nei confronti della direzione generale?' - chiediamo direttamente al direttore visto che l'autore dell'ammanco, con funzioni di responsabilità, si trovava all'interno della struttura diretta da Luigi Benedetti che taglia corto: 'Se fossero state accertate responsabilità non sarei qua'. E ribadendo le modalità del reato: 'Si è trattato di un combinato disposto tra bonifici di basso importo e l'applicazione di tecniche sofisticare a livello informatico'.


Controlli inadeguati?

Il Presidente della Fondazione ha respinto fermamente l'ipotesi di inadeguatezza dei controlli, dei sistemi e degli organismi di vigilanza interni, oggetto di una domanda dei giornalisti; domanda motivata dal fatto che sei anni di ammanchi distribuiti in 800 bonifici anomali rispetto alle destinazione prevista dalla Fondazione sono passati comunque inosservati. 'L’azione dell’ex dipendente è stata resa possibile da tecniche sofisticate e intenzionali, non da una mancanza strutturale. Le verifiche condotte non hanno evidenziato coinvolgimenti interni né omissioni consapevoli. Questo non significa che non si possa migliorare: infatti abbiamo già avviato un percorso di rafforzamento dei presidi per consolidare prevenzione e monitoraggio. Per esigenze di tutela delle iniziative in corso e nel rispetto dei vincoli di riservatezza, allo stato non è possibile fornire ulteriori dettagli'.

Dimissioni? Nessuno ha posto il tema tra i soggetti istituzionali

'Il tema della dimissioni non sono oggetto di questo incontro. In queste settimane abbiamo parlato con gli stakeholder, e nessuno ha posto il tema' - risponde Tiezzi che nel merito della posizione rispetto al rapporto con il Comune, dopo le dichiarazioni del Sindaco e dell'Assessore Zanca, ha affermato: 'Il Comune fa parte degli stakeholder che hanno tutti lo stesso valore nel rapporto con la Fondazione, indipendentemente dal numero dei Consiglieri di Indirizzo designati. A tutti ho parlato della situazione e ho avuto da tutti un segnale di rispetto e attesa per il lavoro che stiamo facendo'.

Fiducia pubblica e trasparenza

Ciò che è stato segnalato e contestato anche nel dibattito politico come elemento di debolezza della Fondazione in riferimento al silenzio (definito assordante anche dal sindaco ci Modena), tenuto sul caso Fondazione e su una mancata trasparenza dell'ente Tiezzi risponde. 'Abbiamo scelto la strada più impegnativa: ricostruire ogni passaggio, circoscrivere ogni euro e agire per recuperare le somme. Essere trasparenti significa parlare quando si hanno certezze. Non si tratta di parlare prima o dopo, ma di parlare quando si hanno elementi certi. Anticipare informazioni incomplete avrebbe compromesso sia l’indagine sia la tutela della Fondazione. La fiducia si ricostruisce con i fatti: trasparenza, rigore, responsabilità. La Fondazione continuerà a essere ciò che deve essere: un’istituzione al servizio del territorio, anche quando subisce un reato come questo'.

Il recupero delle somme sottratte

Sulla possibilità di recuperare integralmente l’ammontare sottratto, Tiezzi si è dichiarato fiducioso affermando che la Fondazione sta procedendo su ogni fronte: 'Perseguiremo ogni via utile al pieno recupero delle risorse. È un impegno che assumiamo verso la comunità. Come? intanto abbiamo già avviato delle azioni nei confronti dei soggetti destinatari di somme'. Una azione che a quanto appreso non prevede una assicurazione. 'Abbiamo delle polizze che tutelano la responsabilità civile degli amministratori e del direttore. Se fossero state individuate responsabilità di questi soggetti le polizze avrebbero coperto per il danno provocato da questi soggetti'. Caso che, fino ad ora, non si è verificato.
 

Gi.Ga.
 

Nella foto, da sinistra, il Presidente della Fondazione Matteo Tiezzi, la Vicepresidente del CDA Eleonora De Marco e il Direttore Generale Luigi Benedetti
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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