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'Emergenza Covid ed emergenza bellica: ecco la nuova normalità'

'Emergenza Covid ed emergenza bellica: ecco la nuova normalità'
'Emergenza Covid ed emergenza bellica: ecco la nuova normalità'

Giovanni Fantozzi: 'L’Italia ormai è un paese in cui i diritti non sono garantiti ma concessi'

Giovanni Fantozzi: 'L’Italia ormai è un paese in cui i diritti non sono garantiti ma concessi'


2 minuti di lettura

Nell’Appello per la difesa delle libertà costituzionali che come Charta 22 abbiamo promosso il 28 gennaio scorso (qui) per condannare le misure liberticide adottate dal governo Draghi su green pass e obbligo vaccinale, mettevamo rilievo come, ben lungi dall’esaurirsi con la fine dell’epidemia, lo stato di eccezione sperimentato con il Covid rappresentasse il modello della “nuova normalità” a cui il nostro paese doveva cominciare ad abituarsi: in futuro “basterà evocare nuove, vere o presunte emergenze, che siano economiche, ambientali o nuovamente sanitarie per replicare il controllo pressochè totale sulla società che si è realizzato in due anni di emergenza Covid”.

E’ passato un solo mese e quella spiacevole previsione pare già materializzarsi in seguito all’invasione dell’Ucraina e alle sanzioni economiche che il governo italiano, di concerto con l’UE, ha deciso di infliggere alla Russia. E’ scontato infatti che oltre a colpire Putin e il suo regime queste misure avranno un impatto pesantissimo sui cittadini e le imprese italiane, in conseguenza della grave esposizione economica e, soprattutto, della nostra dipendenza energetica verso quel paese.
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Ed è di altrettanta palese evidenza che i costi di questa nuova crisi andranno a sommarsi a quelli della gestione economica del Covid, che ha ulteriormente devastato un’economia da decenni alle prese con uno dei più alti debiti pubblici e con uno dei più bassi tassi di crescita del mondo occidentale.

La nuova emergenza bellica con tutte le sue pesanti ricadute potrebbe rapidamente oscurare quella Covid, la cui scadenza è fissata per il 31 marzo prossimo. Draghi ha ripetutamente dichiarato di non volerla prorogare ma, anche approfittando della minore attenzione mediatica sulla pandemia, non ci stupiremmo se con un colpo di mano il governo facesse sostanzialmente sopravvivere sia l’obbligo vaccinale che il green pass anche dopo quella data. Sarebbe una decisione tanto più grave e tanto più illegittima in quanto priva anche della copertura rappresentata dallo stato di emergenza; ma sono due anni che questo potere politico ci fornisce prove delle sua spregiudicatezza nel violare leggi e principi costituzionali in materia di lavoro, di mobilità, di libertà di cura e di accesso ai servizi pubblici. E pertanto, essendo ormai l’Italia un paese in cui i diritti non sono garantiti ma concessi, questo governo sarebbe senz’altro capace di perpetuare, anche solo in parte, queste norme liberticide. Appare surreale che mentre in tutti i paesi civili le misure anticovid, peraltro molto meno invasive di quelle adottate da noi, siano state già in gran parte revocate, in Italia non sappiamo ancora esattamente cosa accadrà dopo il 31 marzo.
Una ragione in più per tenere alta la guardia e per impedire che in questo paese si completi il passaggio da cittadini a sudditi e che l’emergenza diventi davvero la “nuova normalità”.

Giovanni Fantozzi - Charta22

Nel video Barbara Moretti, consigliera comunale Lega e firmataria dell'Appello per la difesa delle libertà costituzionali
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