Dato sufficiente per disegnare una vittoria netta e personale, quella del governatore uscente. Che si accompagna ad un che con il suo 34,42% torna a conquistare lo scettro del primo partito in regione. Nonostante il boom della Lega, al 32,4. Risultato buonissimo ma inutile ai fini della vittoria, utile per la grande compagine di candidati che la Lega eleggerà, all'opposizione, all'assemblea legislativa.
La vittoria, di fatto, è soprattutto del governatore uscente che grazie al voto disgiunto, confermato come da previsioni, aggiunge 5 punti percentuali rispetto alla quella ottenuta dalla coalizione a suo sostegno. Stessa logica che al contrario ha penalizzato la candidata avversaria Borgonzoni, che perde due punti percentuali rispetto a ai voti ottenuti dalla coalizione a suo sostegno. Tradotto, Bonaccini ha portato un valore aggiunto alla coalizione, perché è stato scelto anche da elettori che hanno votato altre liste diverse da quelle della coalizione, mentre la Borgonzoni ne ha fatto perdere alla coalizione.
Bonaccini dunque, come previsto, asfalta la corsa di Salvini, una corsa orientata alla vittoria, nonostante l'ottima affermazione del carroccio che anche in provincia di Modena fagocita di fatto, con il suo 31,9%, l'opposizione, svuotando, insieme al buon risultato di Fratelli d'Italia, anche il bacino di Forza Italia, ridotta ad uno 2,5% che non le permette di fare eleggere nemmeno un candidato.
I 5 stelle si fermano, al 70% delle sezioni scrutinate, attorno al 3,5%. Con un candidato presidente che ha preso meno voti della lista di appoggio.




