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Errani: il Jobs act? Non aiuta la competitività delle imprese

Errani: il Jobs act? Non aiuta la competitività delle imprese

La parola d'ordine della sinistra, qualunque nome si dia, deve essere la distribuzione del lavoro


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'C'e' una distonia totale e oggettiva tra gli obiettivi conclamati e quello che e' avvenuto. E non penso che sia una cosa utile per le imprese perche' l'idea che il lavoro sia utilizzabile a seconda delle necessita',impedisce di salire la scala del valore aggiunto e della competitivita''.

A dirlo e' l'ex governatore dell'Emilia-Romagna Vasco Errani, intervenuto ieri sera a Reggio Emilia ad un dibattito sul tema del lavoro promosso da Mdp. Al suo fianco, tra gli altri, il segretario regionale della Cgil, Luigi Giove, e Mirko Tutino, assessore comunale. Secondo Errani, in tema di lavoro 'c'e' anche un problema di classe dirigente e di dispersione di una visione della sinistra'.

Perche', aggiunge, 'in nome dell'innovazione politica stiamo percorrendo un terreno vecchio, che non corrisponde alla sfida del nuovo e ripercorre strade che in sostanza sappiamo gia' fallite'. Infine, dice Errani, 'la ripresa non distribuira' in modo omogeneo crescita e lavoro e per questo la parola d'ordine della sinistra, qualunque nome si dia, deve essere la distribuzione del lavoro'. Gli effetti del Jobs act, Giove, li sintetizza cosi': 'Meno lavoro con piu' occupati, che se perdono il lavoro ne troveranno sicuramente uno peggiore'. Per il segretario della Cgil 'il Jobs act ha portato la Costituzione fuori dai luoghi di lavoro'.

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