'L'ordinanza anti-profughi del Comune di Finale Emilia e' una chiara manovra politica per ostacolare il piu' possibile l'accoglienza dei migranti sul proprio territorio, a cui il Comune e' tenuto per legge'.
Parola della Cgil di Modenae dell'area nord modenese, dove il caso di Finale che non vuole accogliere stranieri come gli altri Comuni e' all'attenzione da mesi del prefetto Maria Patrizia Paba. Ora e' il sindacato, spulciando l'ordinanza comunale 255 del 18 settembre scorso, a definire 'eccessivi e ingiustificati gli obblighi a cui si sottopongono i proprietari o gestori di alloggi disponibili all'accoglienza dei richiedenti asilo'.
Posto che l'inadempienza comporta il deferimento del responsabile all'Autorita' giudiziaria, dettaglia la Cgil, si obbligano i gestori a comunicare preventivamente la firma dei contratti di locazione al Comune e, entro cinque giorni dalla stipula, alla Prefettura. Oppure, tra l'altro, e' necessario produrre ogni 15 giorni una relazione al Comune sulle condizioni igienico-sanitarie dell'alloggio, mentre anche la Polizia municipale e' tenuta a 'tempestivi e specifici controlli sugli alloggi'.
Cosi', il sindacato parla di 'ordinanza non finalizzata a tutelare i cittadini sul piano della sicurezza e della legalita', ma unicamente ad ostacolare l'accoglienza dei richiedenti asilo'. Conclude allora la Cgil: 'Bene ha fatto dunque il prefetto di Modena ad eccepire su diversi punti dell'ordinanza, chiediamo che il Comune di Finale Emilia la ritiri al piu' presto'.


